Università dell’Adriatico, il consiglio è possibilista

17 Luglio 2018

Giudicato inammissibile l’ordine del giorno presentato per bocciare la proposta Aceto propone una seduta straordinaria. Marzoli: ma il Cda ha già deciso tutto

CHIETI. Dopo il coro di no sul cambio di nome dell’università d’Annunzio, il consiglio comunale frena e i tanti no si trasformano in posizioni molto più possibiliste. Così il consigliere comunale del Pd Alessandro Marzoli si vede definire inammissibile l’ordine del giorno presentato per far esprimere il consiglio comunale sulla questione. Marzoli potrà ripresentarlo in una prossima seduta. Nel frattempo si muove il presidente del consiglio comunale Liberato Aceto che prende in contropiede sia il consigliere del Pd che i tanti malumori dei consiglieri di maggioranza (che avrebbero votato volentieri contro il cambio di nome) e chiede la convocazione di un consiglio comunale straordinario sui rapporti tra l’ateneo d’Annunzio e la città di Chieti. «Il consiglio comunale, a maggioranza, bocciando la richiesta di inserire nella trattazione odierna un punto all’ordine del giorno riguardante la nuova denominazione dell’università d’Annunzio, ha ritenuto di dover rimandare ad un consiglio straordinario il dibattito per discutere di aspetti più globali relativi ai rapporti e alle sinergie, già in atto, tra l’ateneo e la città di Chieti», dice Aceto. E non ci vuole tanto a capire che ormai la maggioranza trainata dal sindaco Umberto Di Primio non è più così contraria, come era sembrato all’inizio, al nuovo nome che il rettore Sergio Caputi vuole dare all’università. Tanto più che Aceto spiega: «Ritengo che, prima di alzare barricate sia fondamentale dibattere sui progetti e sulle reali programmazioni didattiche che possono determinare la crescita e l’espansione dell’ateneo e, quindi, anche della città di Chieti. L’aggiunta dell’aggettivazione “Adriatico” intende dare all’Ateneo un respiro più ampio e ciò avverrà se, come sembra, si continuerà a lavorare su un’offerta di alta qualità, mai tralasciando il radicamento che l’università ha su Chieti».
Nulla da fare dunque per Marzoli, che però ha avuto la soddisfazione di avere risposte a due interrogazioni da lui presentate sulla vendita di una delle farmacie comunali e sul mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti di Chieti Solidale. «Soddisfazione si fa per dire», puntualizza Marzoli, «perché l’assessore Valentina Luise di risposte ne ha date davvero poche. Non si sa neppure quale farmacia sarà venduta, sebbene informalmente in tanti si dicono sicuri che sarà quella di Filippone. Una cosa, però, è chiara», conclude Marzoli, «ed è anche molto allarmante: e cioè che i dipendenti verranno passati al privato con la cessione di un ramo d’azienda». E sulla d’Annunzio? «Un consiglio dopo il cda - che si tiene stamattina - è totalmente inutile», chiude categorico il consigliere.
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