Università, dall’inchiesta alla festa di laurea

8 Luglio 2014

La segretaria del dg Del Vecchio da oggi dottoressa “baby” in filosofia nel dipartimento di Bonetta

CHIETI. Dall’inchiesta alla festa il passo è brevissimo. Giusto il tempo per fare quattro esami, con due 30 e lode, un 25 e un’idoneità in inglese, dimostrando magari di essere una studentessa modello dell’Università di Chieti con laurea triennale in filosofia e scienze educative. Da oggi, Marina Marino, segretaria del dg della D’Annunzio, Filippo Del Vecchio, può farsi chiamare dottore “baby”. Uno sprint finale le ha permesso di centrare in pochi giorni i quattro esami e completare la tesi la cui relatrice, Elsa Maria Bruni, presidente del corso di laurea, era stata anche sentita come teste, così come il direttore di dipartimento, Gaetano Bonetta, che peraltro ha esaminato la laureanda in uno degli ultimi quattro esami, era finito sott’inchiesta.

Sette indagati eccellenti per una laurea, e avviso di garanzia a Bonetta, alla vigilia delle regionali in cui si era candidato in una civica pro D’Alfonso. Accadeva a maggio. Ma Bonetta ha sempre negato che la firma finita al centro dell’inchiesta fosse sua. Il direttore del dipartimento di Scienze filosofiche e pedagogiche si era anche sottoposto a perizia calligrafica. I finanzieri, delegati dalla pm, Marika Ponziani, gli avevano chiesto di firmare un foglio in bianco per confrontare la sua grafia con quella della firma, a suo nome, trovata su un atto sequestrato alla segreteria dell’Università. Bonetta allora disse che era una pessima imitazione, un’evidente contraffazione: come se qualcuno volesse incastrarlo. L’atto sequestrato era il documento con cui la commissione crediti dell’Università trasmetteva, in segreteria, i crediti attribuiti a tre laureandi iscritti al dipartimento di Bonetta. Tra questi compariva il nome della segretaria del direttore generale Del Vecchio. E su quell’atto, finito in mano alla Finanza, c’era un numero: 162 crediti che, secondo l’accusa, erano troppi. Anche se poi i crediti furono ridotti a 82.

Ma sembra essere acqua passata perché, nel frattempo, gli esami sono stati sostenuti e superati a giugno e, per la studentessa ormai modello, arrivano anche la laurea e la festa dopo l’inchiesta. (l.c.)