Università, la lettera di Fusero crea il caso

17 Febbraio 2015

Il direttore di Architettura scrive a Di Ilio e boccia l’aut aut di Del Vecchio ai Cel di ridare gli stipendi

CHIETI. I professori dell’università “d’Annunzio” iniziano a venire allo scoperto. All’ultimo appello sindacale indirizzato al Senato accademico e al Consiglio d’amministrazione in difesa dei collaboratori ed esperti linguistici (Cel), (cui il dg Filippo Del Vecchio ha chiesto di ridare indietro, entro 15 giorni, circa 75 mila euro a testa che questo tipo di docenti avrebbero preso in eccesso negli anni scorsi), hanno risposto diversi professori, ma un posto a parte merita la lettera del direttore del Dipartimento di architettura, Paolo Fusero, membro del Senato, per la durezza delle posizioni assunte, pur sempre in un rapporto di stima e amicizia che il docente riconferma al rettore, Carmine Di Ilio. La richiesta arrivata ai Cel appare a Fusero del tutto “irrazionale”, al di là, dice il professore, dei “contenuti tecnici delle motivazioni giuridiche”, ma per quanto riguarda “modi e ai tempi”. Così irrazionale che non potrà essere soddisfatta: «Persone che guadagnano meno di mille euro al mese è assai improbabile che possano restituire queste cifre», dice il direttore, «di sicuro è impossibile farlo in 15 giorni, considerando i tempi per accedere a un mutuo bancario». Il docente si rivolge poi personalmente al rettore, con una serie di domande schiette e perentorie: «Carmine… ma dove vogliamo arrivare? E’ possibile continuare con questo stillicidio di azioni contro i nostri dipendenti (prima i tecnici amministrativi, poi i Cel, i prossimi chi saranno? I docenti?) che hanno semplicemente avuto il torto di lavorare per mezzo di contratti che noi in questo momento stiamo giudicando non legittimi?», cosa che, tra l’altro, sottolinea il professore, è ancora da dimostrare. Fusero continua tirando in campo il tema della contrapposizione alla precedente gestione universitaria: «Fino a che prezzo siamo disposti a pagare per dimostrare che tutto ciò che è stato fatto dalla precedente amministrazione era completamente sbagliato?». La lettera si chiude con la richiesta a Di Ilio di voltare pagina: «Mai più lettere come quella inviata la settimana scorsa ai Cel! Mai più spaccature insanabili nei rapporti con i nostri tecnici amministrativi e con le rappresentanze sindacali! Mai più liste di proscrizione esposte al pubblico ludibrio di persone che hanno semplicemente svolto il lavoro che gli veniva richiesto!».(a.i.)