Urne prese d’assalto per il nuovo consiglio

16 Gennaio 2017

In poche ore si presentato 810 amministratori. Oggi lo spoglio

CHIETI. Urne prese d’assalto, soprattutto nella mattinata, per la rielezione del Consiglio provinciale. I seggi sono stati chiusi alle 20 con un’affluenza del 70 per cento. Ovvero 810, tra consiglieri e sindaci, su 1.157 aventi diritto, hanno varcato la soglia del palazzo della Provincia per votare uno dei 36 candidati suddivisi in tre liste. Un solo Comune non ha mandato nessuno a votare: è stato Quadri.Oggi, alle 9, parte lo spoglio.

Sarà stato per le previsioni meteorologiche che davano un peggioramento nel pomeriggio, ma in tanti si sono presentati nella mattinata ad affollare quel corridoio del secondo piano, che ospita la sala consiliare, che negli ultimi due anni la riforma Delrio ha contribuito a svuotare. Dalle 9.30 alle 12.30, sono state tre ore di fuoco: mezz’ora di fila per percorrere i pochi metri che separano la porta d’ingresso dalla sala consiliare, cogliendo di sorpresa gli stessi funzionari del seggio presieduto da Fabio Di Crescenzo. Le operazioni di voto sono iniziate alle 8. Poco prima delle 8.30 è arrivato il primo votante, un amministratore del piccolo comune di Montazzoli. Il secondo è stato il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, l’animatore della lista “Insieme per la Provincia”, meglio conosciuta come il Partito dei sindaci, che ha movimentato la scena politica, pescando sia al centrodestra che al centrosinistra.

IL PARTITO DEI SINDACI. «Siamo la sorpresa di questa elezione», dice Berghella, che continua a rifiutare la tesi di chi vede la lista molto vicina al Nuovo centrodestra del sottosegretario Federica Chiavaroli e del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio e, in parte, all’Udc. «Siamo vicini alla gente», ha ripetuto ancora ieri, «e non ai partiti. Siamo una terza strada che sono certo potrà raccogliere molti consensi». Instancabile la sua opera di avvicinamento di amministratori, alla ricerca di qualche consenso in più. Solo il risultato di oggi potrà dire se la truppa di amministratori centristi, vicini al centrodestra ma con l’occhio strizzato al centrosinistra, sarà stata d’aiuto a uno o all’altro schieramento. Ad ottobre del 2014, le elezioni per il Consiglio provinciale si chiusero 7 a 5 per il centrosinistra. Nella lista del Partito dei sindaci si è candidato anche il consigliere comunale Graziano Marino, considerato molto vicino al sindaco Di Primio, che ieri è arrivato in Provincia e si è intrattenuto a lungo a parlare con l’ex presidente della Provincia del Pd, Tommaso Coletti, che negli ultimi due anni ha giocato un ruolo chiave a fianco del presidente Mario Pupillo.

IL CENTROSINISTRA. Il presidente Pupillo, che resterà in carica per altri due anni, ha presidiato l’aula consiliare. Molti amministratori ne hanno approfittato per parlargli dei problemi del territorio. Il fido Coletti lo ha affiancato per lungo tempo e quando al duo si è unito anche il sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio (Udc), si è ricostituita la storia dell’ente con gli ultimi tre presidenti fianco a fianco. Per il centrosinistra, a presidiare l’andamento delle elezioni e tenere a mente presenze e assenze, sono rimasti per lungo tempo anche la segretaria provinciale del Pd, Chiara Zappalorto, e il sindaco di Montenerodomo e consigliere provinciale uscente, Antonio Tamburrino, entrambi candidati.

IL CENTRODESTRA. Presenze e assenze di elettori di area, per il centrodestra sono invece passate al vaglio del consigliere comunale di Forza Italia, Emiliano Vitale, anche lui candidato, e dell’unico rappresentante di lista presente, l’assessore comunale Mario Colantonio (gli altri due schieramenti non avevano rappresentanti di lista). I pesi politici in campo non sono favorevoli al centrodestra, ma l’elezione provinciale, essendo di secondo livello e dunque riservata solo agli amministratori comunali, servirà a capire la forza specifica dell’area che si ritrova intorno a FI, che vede in Fabrizio Di Stefano e Mauro Febbo. E soprattutto quella dei dissidenti (Udc?) allettati dal partito dei sindaci e di Chiavaroli.