Uso di crediti fiscali inesistenti: maxi sequestro da dieci milioni

10 Giugno 2023

La frode scoperta dalla Finanza di Nettuno (Roma) per spese mai avvenute e costi di ricerca inventati Nei guai due commercialisti e due legali di società di Lanciano, Paglieta, Santa Maria Imbaro e Treglio 

LANCIANO. Ottenevano falsi crediti fiscali dichiarando spese mai avvenute e lavori edili alle facciate mai eseguiti in danno all'Erario. Coinvolge anche società e professionisti del Frentano la maxi frode fiscale scoperta dai finanzieri della compagnia di Nettuno (Roma), che hanno sequestrato beni mobili e immobili, nonché disponibilità finanziarie, per 10 milioni di euro. Artefice del sistema, replicato in tutta Italia, sarebbe un commercialista di Anzio (Roma), già noto alle forze dell'ordine. Nell'indagine sono coinvolte 19 società e 33 persone, quattro delle quali residenti a Lanciano, Paglieta, Santa Maria Imbaro e Treglio. Si tratta di due commercialisti e due legali rappresentanti di società.
Le fiamme gialle della compagnia di Nettuno, lo scorso anno, si erano imbattute in un commercialista di Anzio, già destinatario di un provvedimento cautelare personale, che aveva ideato un pacchetto “chiavi in mano”, che consentiva, dietro compenso, la creazione e l’utilizzo di falsi crediti fiscali per abbattere le pendenze debitorie verso il fisco e l’Inps. I crediti d'imposta sono crediti che un'azienda vanta nei confronti dello Stato o di altri enti pubblici e che possono essere riscossi sotto forma di sconto sulle tasse o per compensare altri debiti tributari. Gli accertamenti si sono poi estesi, smascherando un sistema diffuso in tutto il territorio nazionale, che vedeva replicare lo stesso meccanismo fraudolento da parte di altri 9 consulenti fiscali.
In particolare, come emerso dall’esame dei conti correnti bancari riconducibili alle società coinvolte e della documentazione fiscale reperita, i crediti Iva venivano generati attraverso l'inserimento, nelle relative dichiarazioni, di spese mai avvenute, di costi per “ricerca e sviluppo 4.0” previsti nel Pnrr e completamente inventati e, infine, di crediti per lavori alle facciate caricati sul portale dell'Agenzia delle entrate, con il supporto di fatture per operazioni inesistenti, senza aver mai eseguito interventi edili. I crediti fasulli venivano utilizzati in compensazione (ovvero per pagare imposte e contributi di altra natura) nei modelli F24 delle stesse società che li avevano generati oppure ceduti a soggetti economici terzi, a fronte del versamento di un corrispettivo. I proventi dell’attività illecita venivano poi riciclati attraverso numerosi passaggi tra società domiciliate in Germania, Lituania, Svizzera e Malta e monetizzati con prelievi dai bancomat.
Il provvedimento di sequestro, in esecuzione del decreto del Gip del tribunale di Velletri su richiesta della locale procura, ha riguardato 12 terreni e 36 tra appartamenti e locali commerciali in tutta Italia, partecipazioni societarie, 11 veicoli, saldi attivi di conti correnti, polizze assicurative, contanti e orologi di lusso, del valore di oltre 10 milioni di euro, pari ai crediti di imposta inesistenti. Cinque gli immobili sigillati a Roma e provincia, di cui una villa ad Aprilia. Per gli accertamenti nei quattro comuni del Frentano è stata delegata la compagnia di Lanciano, ma qui non sono stati sequestrati beni. Le indagini della procura di Velletri e delle fiamme gialle nettunensi hanno permesso di “bloccare” 4 milioni di euro di crediti fasulli non utilizzati.
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