Usura, definitive sei condanne
Prestiti a strozzo ai commercianti: la Cassazione conferma le pene
LANCIANO. Si chiude con la conferma in Cassazione delle condanne inflitte dalla Corte d’appello nel 2015, il mega processo per usura, truffa, ricettazione ed estorsione nato dall’operazione della polizia denominata Cupola, che nel 2007 portò a tre arresti e 19 denunce di persone facenti parte di una organizzazione che avrebbe prestato soldi a commercianti della zona in difficoltà, chiedendo indietro somme con tassi di interesse tra il 10 e il 15% al mese. Le stesse vittime, poi, sarebbero state utilizzate per una serie di truffe. La Cassazione ha confermato quanto deciso nel gennaio 2015 dalla Corte d’appello dell’Aquila che abbassò le condanne inflitte il 31 maggio 2013 in primo grado dal collegio del tribunale di Lanciano: non è stata riconosciuta l’accusa di associazione a delinquere e sono stati condannati Antonio Dell’Orefice a tre anni e 6 mesi, Domenico Dell’Orefice a due anni e 6 mesi, Franco Ficca a due anni e 4 mesi, Mario Picciotti a due anni e tre mesi, Domenico D’Alonzo ad un anno e 4 mesi e Giovanni Marrone ad un anno e 8 mesi. Anche la Cassazione ha eliminato l’accusa di associazione a delinquere e una serie di reati associati. Nella relazione la Corte suprema ha parlato di reati singoli, per lo più di usura e ricettazione, commessi dai ricorrenti e non di un sistema associativo, e ha evidenziato che da molti episodi sono risultati essere estranei. Ad ogni modo ha confermato le condanne che diventano definitive. Diversi commercianti sono stati vittime di usura, visto che dovevano ridare i soldi prestati con interessi fino al 15% al mese. Poi con la promessa di estinguere il debito, facevano da prestanome per acquistare merce, soprattutto prodotti per l’edilizia, pagata solo in minima parte, spesso con assegni a vuoto e rivenduta a prezzi stracciati. La polizia sequestrò prodotti dal valore di 250mila euro. (t.d.r.)
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