Usura, imprenditore innocente
L’incubo durato otto anni, anche il pm aveva chiesto l’assoluzione
VASTO. Assolto perché il fatto non sussiste. É finito dopo 8 anni l'incubo per un imprenditore di Montenero di Bisaccia, Antonio Casetta finito in giudizio con l'accusa di usura ed estorsione. Gli assegni e la documentazione prodotta in aula dal difensore, l'avvocato Marisa Berarducci hanno convinto il collegio giudicante, presieduto dal giudice Elio Bongrazio, dell'innocenza dell'imputato. Del resto lo stesso pm Enrica Medori ha chiesto l'assoluzione dal reato di usura.
«La vicenda del mio cliente è stata estremamente traumatica per lui. É finito nei guai perché ha avuto pietà di un conoscente», ha annotato l'avvocato Berarducci all'uscita dall'aula soddisfatta per l'epilogo avuto dalla lunga odissea giudiziaria del suo assistito. Tutto è cominciato quando un conoscente di Fresagrandinaria di cui l'imputato si fidava gli ha chiesto un prestito. L'imprenditore lo ha aiutato. I due hanno pattuito una data per la restituzione del prestito. Alla scadenza del termine stabilito per la restituzione dei soldi l'imprenditore non ha ricevuto i soldi.
«Quando ne ha preteso la restituzione sono cominciati i guai: è stato denunciato per usura ed estorsione. Fortunatamente il mio cliente ha conservato assegni e ricevute», afferma l'avvocato Berarducci. La presunta vittima oltretutto non si era neppure costituita parte civile. Il giudice Bongrazio, che ha seguito la vicenda ha messo ieri la parola fine al processo pronunciando la sentenza di assoluzione. (p.c.)
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