Usura, patteggia 2 anni e 8 mesi
L’ammissione al rito alternativo perché ha risarcito le vittime per 68mila euro
LANCIANO. Avrebbe consegnato 50mila euro a una commerciante di Miglianico in difficoltà economiche ma in cambio avrebbe chiesto interessi del 100,49% annui. In pratica la commerciante avrebbe dovuto restituire a Giocondino De Rosa, 45 anni, di Lanciano, ben 112mila euro. Ma la donna non riusciva sempre a pagare gli interessi tanto che De Rosa l’avrebbe in più occasioni minaccia anche di morte. In una occasione riuscì ad estorcerle del denaro. Con l’accusa di usura aggravata ed estorsione, l’uomo a dicembre è finto in carcere. Ieri il patteggiamento davanti al giudice Marina Valente di De Rosa a due anni e 8 mesi di reclusione, 6 mila euro di multa. Il magistrato ha revocato all’uomo il divieto di espatrio. De Rosa, infatti, arrestato dalla squadra mobile della questura di Chieti mentre stava per partire per Santo Domingo per raggiungere, sembra, la compagna e il figlio. De Rosa, rappresentato dagli avvocati Alessandro Troilo e Tristana Di Bucchianico, è stato ammesso al patteggiamento perché, nel frattempo, ha risarcito le vittime di 68mila euro.
I fatti risalgono a giugno 2014. “De Rosa”, ha rilevato il pubblico ministero Rosaria Vecchi, “si faceva dare e promettere da R.T. e A.M. che erano in gravi difficoltà economiche, come corrispettivo per il prestito di 50mila euro, a titolo di soli interessi, la somma di 112mila euro applicando un tasso di interesse del 100,49% annuo. Con l’aggravante di aver commesso il fatto in danno di chi si trova in stato di bisogno”. Per ottenere il pagamento degli interessi, però, l’uomo avrebbe più volte minacciato di morte e di gravi ritorsioni la commerciante e i suoi figli. “Per ottenere il pagamento degli interessi usurari”, ha evidenziato l’accusa, “De Rosa nel giugno 2014 minacciava di morte R.T. i suoi figli di gravi ritorsioni nei confronti dell’attività commerciale da lei gestita e di seri pericoli per la loro incolumità se non avesse corrisposto la somma di 35mila euro. E otteneva così il pagamento di 25mila euro”.
(t.d.r.)
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