Va al bar mentre lavora, custode sospeso

27 Gennaio 2018

Nei guai l’addetto ai cimiteri di San Vito: timbra il cartellino e poi passa anche alcune ore nel locale al centro del paese

SAN VITO. Andava al bar durante l’orario di lavoro, sospeso il custode dei due cimiteri di San Vito. Nuovo caso di assenteismo di un dipendente comunale. Questa volta nelle reti dei controlli della Procura di Lanciano è finito Vito D.P., 58 anni. I carabinieri del paese e il maresciallo maggiore della sezione dei carabinieri della Procura, Armando Pizzolla, lo hanno seguito per un mese. E ogni giorno, dal 15 ottobre al 15 novembre scorsi, Vito D.P., durante le ore in cui doveva essere in servizio, era nel bar Mexico ’70 o nelle vicinanze, in ogni caso ben distante dai cimiteri che doveva custodire. Arrivava a lavoro, timbrava il cartellino marcatempo e poi, come emerso dalle indagini coordinate dal procuratore capo Mirvana Di Serio e dagli appostamenti dei carabinieri, lasciava i sepolcri incustoditi per recarsi in un posto di certo ben più allegro, il bar di via Matteotti. A volte stava delle ore, a volte pochi minuti, ma vi passava anche più volte al giorno. Una condotta, per la magistratura frentana, fraudolenta e continua. Che non è passata inosservata in paese. Infatti le indagini sono scattate in seguito ad un esposto anonimo in Procura, di un cittadino che vedeva l’uomo fare altro durante le ore di lavoro e ha segnalato la condotta alle forze dell’ordine chiedendo accertamenti. E i carabinieri, a cui la Di Serio ha affidato le indagini, nel mese in cui lo hanno seguito hanno verificato che effettivamente andava via dal cimitero, senza timbrare, per andare al bar. Non, come specificato anche nell’ordinanza di sospensione dal lavoro, per prendere un caffè o fare una breve pausa, ma per ore, senza timbrare l’uscita e in un locale anche lontano dal posto di lavoro. Contro di lui sono scattate le accuse di truffa aggravata nei confronti del Comune e falsa attestazione della presenza in servizio. Come dipendente del Comune, cioè, ometteva l’annotazione sul cartellino elettronico marcatempo degli allontanamenti intermedi dal luogo di lavoro, inducendo in errore l’amministrazione comunale e procurandosi l’ingiusto vantaggio patrimoniale pari alla retribuzione indebitamente percepita per i periodi in cui si allontanava dal lavoro. Inoltre, sempre omettendo il timbro dell’uscita, attestava falsamente la sua presenza in servizio. Ieri mattina i carabinieri hanno eseguito la misura cautelare della sospensione dal servizio di custode. A firmare l’ordinanza il giudice Massimo Canosa a cui, durante l’interrogatorio di garanzia, l’uomo non ha dato spiegazioni delle sue azioni o dei motivi degli allontanamenti: si è avvalso della facoltà di non rispondere.
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