Va in pensione il sarto delle dame

20 Ottobre 2014

Ugo Busini, 80 anni, getta la spugna: vende i suoi preziosi abiti trecenteschi insieme al famoso atelier

ORTONA. «Se non ci sarà qualcuno disposto a prendersi l'impegno di portarla avanti, la nostra tradizione è destinata a finire». A parlare è Ugo Busini, 80enne sarto e presidente dell'associazione culturale “Centro Storico I Medievali”, protagonista indiscusso negli ultimi quarant'anni delle manifestazioni legate alla storia di Ortona.

Il maestro Busini vuole abbandonare il suo ruolo e l'attività di organizzatore di cortei storici che porta avanti dal 1977. Un onere che non vuole più accollarsi, tanto da mettere in vendita tutta la sua collezione di abiti Duecenteschi-Trecenteschi, disegnati e realizzati da lui stesso. Un tesoretto di circa 200 capi, per un valore di circa 350 mila euro. Per raccontarci della sua decisione, il noto sarto ortonese ci accoglie nel suo laboratorio, in Piazza San Tommaso, di fronte alla cattedrale che cattura lo sguardo dalla finestra della stanza in cui lavora i suoi abiti, quasi come a simboleggiare la storia che rappresentano, quella tradizione che pian piano potrebbe scomparire se nessuno decidesse di proseguire il percorso intrapreso dal sarto da ormai 37 anni.

«Sono un pensionato che continua a coltivare la passione per i tessuti cucendo abiti per l'associazione di cui sono il presidente, che trova nella Venuta di San Tommaso il momento di massima notorietà» spiega Busini. Si tratta della rievocazione storica del 6 settembre 1258, quando ad Ortona arrivarono le sacre reliquie dell’Apostolo Tommaso. Una ricorrenza organizzata in ogni dettaglio dal maestro e dalla sua associazione, che prevede una sfilata in corteo proprio con gli abiti storici da lui realizzati. Ma sono suoi anche i vestiti assemblati per la damigella delle chiavi in occasione delle festività del Perdono, indossati anni fa da personaggi famosi come Martina Colombari. Un lavoro certosino quello del Busini, che parte dallo studio dei particolari delle vesti delle epoche passate, successivamente disegnate e realizzate con stoffe appropriate. Una mansione non semplice che il sarto non si sente più di affrontare, sia per il notevole impegno necessario che per i costi di produzione. Tuttavia è consapevole del fatto che ad Ortona nessuno al momento potrebbe prendere il suo posto e così lancia un'idea al Comune : «Mi piacerebbe lasciare alla città i miei lavori. Se il Comune volesse, sarei disposto a cedergli gli abiti secondo il giusto valore. Qualora poi avessero bisogno di me, potrei continuare ad essere d'aiuto. Altrimenti dovrei vendere i capi ad altre associazioni. Qualcuna di queste, non abruzzesi, mi ha già contattato».

Alfredo Sitti

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