Va in tribunale con il coltello: denunciato

Il 56enne di Canosa Sannita sorpreso all’ingresso dalla guardia giurata: arriva anche la polizia
CHIETI. Va in tribunale con un coltello a serramanico nascosto nella tasca dei pantaloni, ma viene scoperto dalla guardia giurata. Un 56enne di Canosa Sannita rischia di doversi ripresentare a breve a palazzo di giustizia. Ma stavolta per affrontare, da imputato, un processo per porto abusivo di oggetti atti a offendere.
L’episodio è avvenuto intorno alle 11 di ieri negli uffici giudiziari di piazza San Giustino. L’uomo, convocato per un’udienza davanti al giudice tutelare Diana Genovese, è stato controllato all’ingresso, come prevede il regolamento. Ma, quando è passato dal varco del metal detector, l’allarme è scattato più volte. Nel momento in cui Mirco Scurti, la guardia giurata della Coopservice, ha chiesto al 56enne se avesse con sé oggetti metallici, lui ha risposto di no. Dopo qualche minuto, però, l’uomo ha estratto dalla tasca un coltello a serramanico di 18 centimetri, di cui 7 di lama. A quel punto è partita la telefonata al 113: sul posto sono arrivati i poliziotti della squadra volante della questura di Chieti, che hanno sequestrato il coltello e denunciato a piede libero il 56enne. L’indagato si è giustificato sostenendo di avere quel coltello da due anni: «Lo porto sempre con me», ha ripetuto davanti agli agenti.
Non è la prima volta che, in tribunale, si verificano episodi simili. Lo scorso maggio un 52enne di Spoltore è stato sorpreso all’ingresso con un coltello e un taglierino. In precedenza, una ragazza di 23 anni ha provato a entrare con un tirapugni nascosto nella borsa. Un albanese di 42 anni, imputato per maltrattamenti, lesioni e violenza privata nei confronti della compagna, è stato invece denunciato per il possesso ingiustificato di un coltello a serramanico. È finito nei guai pure un teatino di 66 anni che gestisce una sala giochi in centro storico: anche lui è stato beccato con un coltello. Qualche mese prima, un imprenditore di 39 anni si era presentato in tribunale con una pistola ad aria compressa nascosta in una valigetta. Un’arma che però non aveva il tappo rosso ed era una fedele riproduzione di una Beretta 92. (g.let.)
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