Vaccini a casa, superate 2mila dosi grazie all’Esercito e ai carabinieri

Scendono in campo i militari dopo che solamente un terzo dei medici di base ha aderito alla campagna I team sanitari intervengono nei paesi di montagna, il ringraziamento del prefetto Armando Forgione
CHIETI. Sono oltre duemila gli anziani vaccinati a casa in provincia di Chieti. A fornire il dato è il prefetto Armando Forgione, che sottolinea l’importanza del traguardo raggiunto e ringrazia l’Esercito e i Carabinieri, scesi al fianco delle due unità mobili della Asl Lanciano Vasto Chieti nella campagna di prevenzione anti-Covid. «Grazie a loro», dice il massimo rappresentante del governo sul territorio, «sono state vaccinate persone, perlopiù anziane, immobilizzate nelle proprie abitazioni: attendevano il vaccino come un’àncora di salvezza». La necessità di chiedere aiuto ai militari è emersa durante il tavolo istituzionale «Salus et spes» dedicato alla gestione della pandemia, dopo che – come ricorda lo stesso prefetto – solamente un terzo dei medici di famiglia ha dato la propria disponibilità ad aderire alla campagna di vaccinazione. I problemi maggiori si sono registrati nei piccoli centri di montagna, soprattutto nella zona del Sangro-Aventino e nel Vastese. Ma, in caso di necessità, sarà possibile estendere l’intervento anche negli altri paesi della provincia. L’impiego dell’Esercito è previsto dall’operazione «Eos» del comando di vertice interforze della Difesa. Da qualche giorno, c’è il contributo anche del team sanitario dei Carabinieri per immunizzare gli ultraottantenni che hanno difficoltà a raggiungere, per problemi motori, i centri vaccinali. L’Arma ha messo a disposizione la propria «squadra» impiegata quotidianamente a Vasto nell’ambito dell’operazione «Igea» per i tamponi al «Drive through Difesa» allestito, dallo scorso gennaio, in via don Lorenzo Milani. Non solo: il personale medico e infermieristico dei carabinieri è impegnato di pomeriggio sempre a Vasto, al PalaBcc, nei vaccini anti-Covid. All’iniziativa, che non va a interferire con l’esecuzione dei tamponi, hanno collaborato i volontari della Croce Rossa Italiana. «Il nostro contributo», spiegano dal comando provinciale, «potrebbe riguardare anche altri comuni del Chietino qualora vi siano esigenze analoghe».
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