Vaccini a Colle dell’Ara, Ferrara: «Pronti anche per le terze dosi»

I piani del sindaco in vista della nuova fase di immunizzazione: «Giusto mantenere aperta la struttura» Ma calano le somministrazioni: «Puntavamo a 500 dosi al giorno, oggi ne facciamo in media 150»
CHIETI . «Il Colle dell’Ara può rimanere aperto anche per la somministrazione delle terze dosi. Ritengo sia la decisione più giusta, ma è la Asl che deve decidere. Noi siamo a disposizione». Mentre ci si prepara all’avvio di una nuova fase della campagna di immunizzazione, il sindaco Diego Ferrara indica la strada.
HUB VACCINALI Nei giorni scorsi in Abruzzo si è parlato di un maggiore coinvolgimento di medici di famiglia e farmacisti per eseguire le terze dosi, e di conseguenza di una riduzione degli hub vaccinali. Ma su questo il primo cittadino teatino ha le idee chiare: «Si è detto di una capillarizzazione delle vaccinazioni e quindi di un maggiore coinvolgimento di medici di medicina generale e farmacisti», commenta Ferrara. «Sono però sorte delle perplessità per via di un’attività ambulatoriale che in autunno sarà più cospicua da un punto di vista numerico». Ferrara parla sia da amministratore che da medico: «Ad esempio si pensi ai pazienti da curare nei prossimi mesi perché alle prese con la classica influenza. Così il tempo materiale per eseguire le vaccinazioni anti Covid negli studi medici diventa molto esiguo».
COLLE DELL’ARA APERTO Ed allora anche per questa nuova fase, secondo il sindaco gli hub vaccinali saranno fondamentali: «Seppur costosi sia da un punto di vista di materiale necessario che di personale impiegato, di fronte ad una perdurante emergenza sanitaria è opportuno che restino aperti», è il suo monito. Poi fa chiarezza sul Colle dell’Ara: «La struttura è di proprietà comunale e abbiamo sempre detto che avrebbe potuto essere allestita come centro vaccinale. Appena la Asl lo ha ritenuto opportuno, in pochi giorni l’abbiamo predisposta per accogliere le attività. Per noi può rimanere aperta, ci sono tutte le condizioni. Poi sarà l’azienda sanitaria a fare le valutazioni del caso e decidere se utilizzarla per un tempo indeterminato». Ma se dipendesse dal sindaco? «Ribadisco, noi la terremmo aperta», afferma con convinzione il primo cittadino. «Anche perché c’è la possibilità di ridurre o aumentare le linee vaccinali in base alle esigenze del momento».
PRENOTATI IN CALO Ed è questo un altro nodo. Al Colle dell’Ara possono essere operative ben cinque box vaccinali ma al momento ne sono effettivamente aperti solo due. Troppo poche le prenotazioni per pensare ad un’attività a pieno regime. Nei primi giorni di apertura dell’impianto che ha sostituito il PalaUda, le somministrazioni si attestavano intorno alle 300 giornaliere. Poi però i numeri sono scesi, fino alla decisione di ridurre i punti operativi a disposizione. «Ma ne garantiremo almeno due sempre», ribadisce Ferrara, «e siamo pronti ad incrementarli qualora ce ne fosse la necessità».
L’OBIETTIVO MANCATO Il sindaco ammette che in questo momento i dati sono inferiori alle attese: «Ci eravamo prefissi una media di circa 500 vaccinazioni giornaliere», rivela, «nei primi giorni di attività siamo stati più vicini all’obiettivo considerando che eravamo sulle 300 somministrazioni. Adesso, invece, in media sono 150 i vaccinati quotidiani». Una frenata che per il sindaco è dovuto ad un numero ormai importante di immunizzati contro il Covid, ma allo stesso tempo anche ad una crescita delle persone che per contrapposizione ideologica o paura, decidono di non ricevere la dose.
PIÙ GIOVANI Tuttavia nell’ultima settimana «ho assistito ad un aumento dei giovani che si recano al Pala Colle dell’Ara per sottoporsi al vaccino», conclude Ferrara. «Parliamo sia di minorenni, probabilmente spinti dall’idea che avrebbero potuto avere problemi al rientro a scuola, ma anche di ragazzi con più di venti anni che lo hanno deciso volontariamente. E questa è sicuramente una buona notizia».
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