Vaccini in città, scoppia il caos: code, affollamenti e proteste

27 Aprile 2021

Un’altra giornata di tensioni e lunghe file davanti al palaUda per le dosi ad anziani e categorie fragili Il manager Schael: «Problemi dovuti alle Poste». L’azienda: «No, dipende dai dati inseriti nel sistema»

CHIETI. Ancora una giornata di lunghe file per la vaccinazione al palaUda di 70enni e categorie fragili. Per la Asl il problema è causato dalla piattaforma di prenotazione dei vaccini gestita da Poste Italiane. Ma Poste smentisce l’azienda sanitaria e rilancia le responsabilità al mittente. Interviene anche il sindaco Diego Ferrara mettendo a disposizione un’ulteriore sede vaccinale, la palestra di Colle dell’Ara allo Scalo, che però il manager Thomas Schael aveva già rifiutato in passato. Mentre per l’ex asilo Peter Pan non sembra essersi mosso ancora nulla. Oggi c’è la nuova riunione del tavolo prefettizio Salus et Spes voluto dal prefetto Armando Forgione e si potrebbe profilare un nuovo scontro Comune-Asl. Dal territorio provinciale anche il sindaco di Roccamontepiano Adamo Carulli chiede la possibilità di aprire una sede vaccinale nel suo comune per evitare l’affollamento al palaUda.
LA ASL «Molte persone si sono ritrovate negli stessi orari perché al momento della prenotazione risultavano disponibili anche slot che invece erano stati già occupati, di qui la sovrapposizione degli appuntamenti e l’inevitabile affollamento». È questa la spiegazione della Asl sul perché delle lunghe attese. Il direttore Schael, che ieri è andato di persona al palaUda per verificare la situazione, si scusa «con tutti i cittadini che si sono ritrovati in questa situazione. Purtroppo la piattaforma non consente a terzi di poter modificare le prenotazioni, per cui da parte nostra non c’è stata possibilità di modificare la lista. Stiamo lavorando con i servizi informatici della Regione e con Poste per sanare il disguido e soprattutto fare in modo che il problema non si riproponga nei prossimi giorni. Da parte nostra, comunque, diamo più forza alla nostra organizzazione con l’aggiunta di altre due linee aperte da subito». Intanto gli operatori del Cup sono al lavoro in queste ore per chiamare le persone prenotate e modificare l’orario, al fine di prevenire l’affollamento.
LE POSTE Ma Poste Italiane smentisce tutto, assicurando che non ci sono «problemi di funzionamento della piattaforma di prenotazione. Il sistema di Poste Italiane, infatti, rende disponibili gli appuntamenti per ogni giornata e per le relative fasce orarie in base all’acquisizione delle informazioni di disponibilità caricate a sistema dalle singole Asl competenti per la somministrazione dei vaccini. Pertanto, eventuali sovrapposizioni o prenotazioni in eccesso rispetto alle effettive disponibilità e potenzialità di gestione delle stesse, dipendono esclusivamente dalla correttezza dei dati inseriti a sistema».
I SINDACI Per il sindaco Ferrara la soluzione è aprire una nuova sede vaccinale nella palestra di Colle dell’Ara messa a disposizione sin da subito da parte del Comune. «Fin dal primo avvio della campagna di vaccinazione», dice infatti Ferrara, «abbiamo fatto presente alla Asl che la palestra di Colle dell’Ara era disponibile da subito. Di questo tornerò a farmi per l’ennesima volta testimone nella riunione con la prefettura, perché non è pensabile, com’è accaduto, fare attendere all’aperto e in piedi persone anziane, persone fragili, che pur di vaccinarsi sono andate anche prima dell’orario concordato dalle chiamate ricevute. Abbiamo cercato e assicurato alternative, proprio perché eravamo coscienti del fatto che una campagna massiva ha bisogno di spazi ulteriori. Solo in questo modo è possibile evitare che si formino non solo le file viste in questi due giorni, ma anche gli affollamenti davanti alla sede vaccinale». Stesso ragionamento per il sindaco di Roccamontepiano Carulli, pronto ad aprire una sede vaccinale al servizio non solo del suo comune ma anche di centri vicini come Pretoro, Fara Filiorum Petri e Casalincontrada: «Noi siamo pronti, la Asl deve solo fornirci i medici», dice Carulli. (a.i.)