Val Sinello dimenticata L’edilizia perde 2mila posti

12 Maggio 2014

Riconversioni-chimera per Golden lady, Sider Vasto e Pantalonificio Fermi i cantieri del mattone e la disoccupazione femminile arriva al 35 per cento

VASTO. «Sos. Ci siamo anche noi». É l'ultimo messaggio lanciato dai lavoratori della Val Sinello ai candidati alle Regionali. L'economia del Vastese è in profonda recessione: l'industria è al palo, l'artigianato è in affanno e non sta certo meglio l'edilizia. La crisi ha messo il freno ad ogni attività. In due anni il territorio ha perso migliaia di posti di lavoro. Inevitabile l'effetto domino anche sul commercio. I progetti di riconversione fino ad oggi sono stati una grande delusione. Un capitolo amaro riguarda le quote rosa. La percentuale di giovani donne disoccupate è salita al 35%.

GOLDEN LADY. L'odissea dei 260 lavoratori della ex fabbrica di calze è diventato l'emblema della crisi che sta riportando il Vastese indietro di 50 anni. Il primo progetto di riconversione è fallito il nuovo progetto non decolla. Al momento c'è un solo gruppo interessato a rilevare una piccola fetta dell'azienda riassorbendo 60 lavoratori. Duecento dipendenti al momento sono al palo. I sindacati sabato hanno invitato ancora una volta il governatore Gianni Chiodi ad un faccia a faccia davanti alla fabbrica. «Ma Chiodi non si è visto», annotano i lavoratori.

SIDER VASTO. Da mesi i 95 lavoratori attendono una riconversione sempre vicina ma mai arrivata al capolinea. Lo scorso 16 aprile in Provincia i sindacati hanno chiesto il ricorso alla cassa integrazione in deroga fino al 30 giugno al termine della cassa ordinaria che finisce il 24 maggio. Un mese in più fa presto a passare. La Tecnotubi spa di Brescia è intenzionata a rilevare l'azienda per produrre tubi, prima però aspetta la risposta del Tribunale di Vasto sull'ammissione della Sider al concordato preventivo. «L'auspicio è che questo passaggio avvenga al più presto e la vertenza arrivi a buon fine. É tuttavia necessario l'impegno di tutte le istituzioni», ripete Mario Codagnone della Fiom-Cgil provinciale. I sindacati chiedono garanzie anche per i lavoratori della Valteck e Gir Sud di Gissi.

PANTALONIFICIO. L'impegno per la riconversione c'è ma la soluzione non è stata ancora trovata. I 95 lavoratori a fine anno hanno ottenuto la proroga di un anno dei contratti di solidarietà ma è evidente che non basta per dare serenità. La Wollo sta lavorando per trovare aziende disposte ad investire ma fino ad oggi non ci sono novità. Da 3 anni i lavoratori stanno vivendo una drammatica odissea. Il 29 ottobre 2013 temendo la chiusura della fabbrica venne organizzata una manifestazione a cui seguirono promesse e rassicurazioni.Per il momento sono rimaste tali.

EDILIZIA. Duemila posti di lavoro persi negli ultimi due anni. Da mesi le associazioni di categoria lanciano accorati sos e invocano rimedi. «É necessario rimettere in moto l'economia», insistono i sindacati. «Senza un lavoro fisso e senza certezze per il futuro nessuno investe più su una casa».

Nel comprensorio il 70% dei cantieri è fermo. Il presente preoccupa, il futuro fa paura. La soluzione appare una chimera. L'agonia delle costruzioni provoca la crisi dei comparti collegati: elettricisti, falegnami, impiantisti. Il fatturato delle imprese che producono materiali edili è sceso del 25%. Le imprese edili ancora iscritte a Edilcassa sono meno di 3 mila. Nel 2012 erano 8 mila.

PICCOLE IMPRESE ISCRITTE AD ASSOVASTO. Su 60 mila addetti distribuiti nelle ventimila attività della provincia è a rischio il 10% dei lavoratori. Il numero di imprese iscritte ad Assovasto continua a scendere. Gli industriali da mesi stanno cercando di trovare il modo per ottimizzare il costo del lavoro, ridurre le uscite e salvare i posti di lavoro. «É necessaria l'attenzione della politica. A Roma ci hanno dimenticati», hanno protestato alcuni lavoratori della Val Sinello." Servono strade e servizi altrimenti la Val Sinello non interesserà più nessuno«, ripetono Cgil, Cisl e Uil.

DISOCCUPAZIONE FEMMINILE. La percentuale delle giovani donne disoccupata è salita al 35%. Prima la crisi Golden Lady, poi quella del Pantalonificio d'Abruzzo ha messo a rischio 400 posti di lavoro. I sindacati sollecitano incentivi mirati e nuove forme di finanziamento per reinserire le donne rimaste senza lavoro e aiutare quelle che cercano di entrare.

Paola Calvano

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