Val Sinello nel baratro La crisi in diretta a Ballarò
Industria tessile, sono 4 mila i posti di lavoro persi nell’arco di 10 anni I sindacati: l’emergenza occupazionale va riportata al centro di ogni dibattito
VASTO. La recessione colpisce duramente l'industria tessile. Nel 2004 il Vastese contava 5.702 lavoratori. In dieci anni più di 4 mila dipendenti hanno perso il posto. Il settore tessile vive una agonia inarrestabile che rischia di arrivare ad un punto di non ritorno. Il caso Golden Lady è il più clamoroso. Ha rischiato di chiudere il Pantalonificio d'Abruzzo (95 dipendenti). La riconversione annunciata un anno fa non c'è stata. E' di poche ore fa tuttavia una notizia che fa ben sperare. Un importante cliente americano soddisfatto dalla produzione avrebbe fatto nuovi importanti ordinativi alla fabbrica del Gruppo Canali. Che potrebbe a questo punto decidere di non vendere. «Almeno per un altro anno il Pantalonificio dovrebbe sopravvivere», conferma Claudio Musacchio(Uil) «occorre tuttavia mettere in campo al più presto un'adeguata politica industriale».
LE AZIENDE A FACON. I sindacati lo ripetono da anni. Il sottobosco delle industrie a facon, che hanno chiuso nell'indifferenza totale, ha lasciato a casa centinaia di lavoratrici. Il caso "Golden Lady" è la vicenda che ha destato maggiore clamore. Ma sono tantissime le piccole attività chiuse nel silenzio. Il Vastese vive un’agonia inarrestabile che rischia di riportare il territorio indietro di 60 anni. Fino a qualche mese fa gli industriali invocavano maggiore attenzione per i servizi e le strutture del territorio. Adesso stanchi di aspettare vanno via. Perchè senza strade adeguate e senza servizi non sarà possibile vincere la sfida lanciata dalla concorrenza di altre regioni e altri Paesi. La Val Sinello che in dieci anni ha perso 4.000 posti di lavoro rischia di perdere pezzi importanti.
PANTALONIFICIO. L'ultimo caso è quello del Pantalonificio del Gruppo Canali. La riconversione affidata un anno fa alla Wollo non c'è stata. «Fortunatamente è arrivata una soluzione alternativa», dice Claudio Musacchio, segretario provinciale della Uil. «Un nuovo importante cliente americano avrebbe riconfermato gli ordinativi. Fino al 30 novembre le 95 dipendenti lavoreranno 8 ore al giorno. Dopo e per tutta la primavera le ore di lavoro diventeranno 4. Ma intanto il Gruppo Canali pare stia ripensando la vendita». Per prudenza e per non creare false illusioni come avvenne due anni fa per i 382 lavoratori della Golden Lady i sindacati non dicono altro.
GOLDEN LADY. È necessario trovare una soluzione che torni a dare sernenità ai lavoratori della Val Sinello. Mercoledi 30 settembre da Gissi sarà trasmessa in diretta una puntata di Ballarò sulla vicenda Golden Lady. Cgil, Cisl e Uil per riportare il lavoro al centro di ogni dibattito il primo ottobre saranno a Roma al ministero insieme all'assessore regionale Giovanni Lolli. «La Val Sinello deve tornare ad attirare investimenti e la politica può dare una grossa mano», è l’opinione di Cgil, Cisl e Uil. Confindustria da parte sua ha detto chiaramente che senza servizi adeguati non si va da nessuna parte. La Regione deve inserire la viabilità e i servizi delle aree industriali fra le priorità. È necessario migliorare la logistica e adeguarla alle esigenze delle imprese. Attualmente la Val Sinello è in una condizione penosa. Chi ha intenzione di investire nel Vastese si spaventa per le condizioni disastrose delle strade. Sindacati e industriali invocano aiuti dalla politica per non far morire il Vastese.
Paola Calvano
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