Valerio, la salma di un genitore per risolvere il giallo delle ossa

21 Agosto 2020

CHIETI. Potrebbe essere necessario riesumare la salma di uno dei genitori di Valerio D’Ettorre per risolvere definitivamente il giallo delle ossa trovate sulla Maiella, a 2.450 metri d’altezza, a...

CHIETI. Potrebbe essere necessario riesumare la salma di uno dei genitori di Valerio D’Ettorre per risolvere definitivamente il giallo delle ossa trovate sulla Maiella, a 2.450 metri d’altezza, a poca distanza dal bivacco Fusco.
È vero che tutti gli indizi fanno ritenere che i resti umani scoperti lunedì mattina da un escursionista siano di D’Ettorre, storico fotografo teatino, che venne visto l’ultima volta – nell’ottobre del 2015 – proprio in quella zona della montagna. E ancora: un k-way azzurro, una felpa blu e un paio di scarponcini marroni rinvenuti dai carabinieri vicino alle ossa sono compatibili con quelli indossati da Valerio al momento della sparizione.
C’è di più: le chiavi recuperate tra i brandelli dei pantaloni appartengono sicuramente a D’Ettorre, perché sono state provate e hanno aperto la porta del suo appartamento in via Papa Giovanni XXIII, a Chieti. Ma, per avere la certezza scientifica e chiudere definitivamente il giallo, bisognerà attendere l’esame del Dna dopo i prelievi effettuati dal medico legale Cristian D’Ovidio. E qui potrebbe emergere un problema, perché è statisticamente bassa la possibilità di risolvere il caso comparando il profilo genetico isolato dai resti trovati sulla Maiella con il Dna di Sheila D’Ettorre, una delle nipoti di Valerio. Per blindare il risultato del test, è necessario che la comparazione avvenga attraverso una familiarità più diretta, insindacabile per legge, che nel caso del fotografo teatino, che non aveva figli, può essere garantita soltanto dai genitori o dal fratello, tutti deceduti: è l’unica strada per cancellare dal fascicolo di D’Ettorre la dicitura “morte presunta” e mettere nero su bianco – senza margini di dubbio – che quei resti ritrovati da un turista lombardo hanno una paternità certa. Di qui, ha cominciato a prendere corpo l’ipotesi di riesumare la salma di uno dei genitori (la mamma morì due settimane prima della scomparsa di Valerio) e firmare così l’ultimo atto di una tragedia che ancora oggi lascia tutti senza parole. (g.let.)