Vallevò fa festa per il ritorno del Cristo

22 Luglio 2018

Rocca San Giovanni. La statua bronzea portata in processione da San Vito e poi immersa in mare

ROCCA SAN GIOVANNI. È tornato a casa il Cristo degli Abissi. La statua ora è ben ancorata sul suo basamento di cemento sui fondali di Vallevò, la frazione marina di Rocca San Giovanni. C’è chi ha le lacrime agli occhi e chi, nonostante il passaggio stretto e l’età, si fa largo e va ad accarezzare amorevolmente il Cristo con le braccia spalancate che sembrava perso per sempre. C’è la banda che suona, ci sono i fuochi d’artificio. Don Vittorio Lusi benedice il Cristo ritrovato. Ci sono i sub dei carabinieri, quelli dell’Orsa Minore di Lanciano, i soci del Circolo pescatori e diportisti Marina di Vallevò, gli uomini della capitaneria, i carabinieri di Fossacesia e il sindaco Gianni Di Rito con la fascia tricolore. Ci sono i residenti. Molti immortalano il momento con le foto.
Fa festa la comunità di Vallevò per il ritorno del Cristo deli abissi, la statua sparita il 4 giugno scorso e ritrovata nei fondali di San Vito lo scorso primo luglio dal sub amatoriale Luigi Morgione. L’opera di bronzo, alta 73 centimetri e dal peso di 15 chilogrammi, realizzata 24 anni fa dal maestro lancianese Vito Pancella, è pronta di nuovo a benedire e abbracciare i pescatori e tutta la comunità.
«È un giorno di festa», dice il sindaco Di Rito, «siamo tornati in possesso di una statua che per noi ha un significato importante, che va oltre il valore artistico. Il Cristo augurava buon vento ai pescherecci la mattina presto e li attendeva a braccia aperte al loro ritorno. Siamo emozionati nel ricollocare la statua ritrovata da Luigi (Morgione, ndc). Ad ogni modo non tutti i mali vengono per nuocere», sottolinea il primo cittadino, «perché da un fatto negativo, come la scomparsa della statua, ne è nato uno positivo: grazie ai carabinieri il Cristo è stato catalogato come opera d’arte contemporanea. Oggi è festa e ne faremo un’altra il prossimo 11 agosto».
«La scomparsa è stata una profanazione, il ritrovamento una gioia perché Cristo torna ad essere riferimento per tutti, una guida», dice don Vittorio, prete sub che 24 anni fa benedisse l’opera, gesto ripetuto ieri prima che fosse immersa di nuovo in fondo al mare. «Per noi è una doppia festa», aggiunge Andrea Monaco, presidente dell’associazione Orsa Minore che a giugno aveva scoperto e denunciato il furto e che cura la manutenzione della statua, «ricollochiamo il Cristo al suo posto e festeggiamo i 30 anni dell’associazione. Siamo felici, ma resta il giallo della scomparsa. Di certo non si è staccata da sola né le correnti possono averla portata verso nord».
L’ipotesi, fatta anche dai militari inizialmente, era che la statua potesse essere stata rubata e destinata al mercato nero delle opere d’arte, oppure che potesse essere stata fusa, visto che è di bronzo. La pista di un furto finito male resta quella più accreditata. Ad ogni modo poco importa quel che è stato, conta riavere la statua. E lo si capisce dagli occhi di quanti attendono per ore sotto il sole l’arrivo del Cristo. Non hanno mai perso la speranza di ritrovarlo e ora lo scortano con pescherecci, gommoni e canoe assieme alle motovedette dei carabinieri e della capitaneria, prima fino al porticciolo e poi “a casa”, a sei metri di profondità, sui fondali di Vallevò.
Teresa Di Rocco
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