Vandali nella riserva di Casarza

Staccionata spezzata e sacchetti della spazzatura abbandonati
VASTO. Dal Biotopo di San Salvo alla Riserva di Casarza. Teppismo e inciviltà colpiscono ancora. Qualche giorno fa le doghe di legno del parco costiero di San Salvo sono state usate per alimentare un falò. Ieri un’altra triste scoperta: la staccionata di località Casarza, a due passi dal mare, è stata danneggiata. Spezzata senza un motivo. Forse lo scempio porta più di una firma. Potrebbe essere il risultato di un raduno organizzato da una comitiva, a giudicare dalle bottiglie lasciate sul terreno e dai sacchetti della spazzatura abbandonati vicino al cartello che indica l’area. Un turista arrivato al seguito delle squadre che partecipano oggi al torneo dell’Adriatico a San Salvo, lo ha definito «un triste disastro frutto dell’ignoranza». Non ha torto se si considera che la spiaggia di Casarza e la zona che la circonda è uno dei luoghi caratteristici della costa. La scena è desolante e rattrista. È difficile trovare un giustificazione all’inciviltà.
Insieme alla ringhiera rotta, a deturpare Casarza ci sono anche i rifiuti. Alcuni sono stati sistemati sotto al cartello “Aiutaci a tenere pulito questo luogo”. A pochi passi ci sono bottiglie vuote di birra. Non è la prima volta che Casarza viene offesa e deturpata. Purtroppo evitare che torni ad essere preda degli incivili è difficile. Del resto, analoga sorte in passato ha avuto anche la riserva di Punta Aderci. C’è chi suggerisce di installare telecamere nei punti di pregio della costa per poi chiedere i danni a chi provoca uno scempio. Potrebbe essere un deterrente. Se agli atti vandalici si unisce il mancato rispetto delle più elementari regole di buona educazione, il risultato è davvero deprecabile. La riviera e i parchi sono diventati l’emblema del degrado. Il problema dei teppisti è comunque il più serio. Non passa giorno in cui non venga registrato un atto vandalico in città. Muri imbrattatati, panchine, fioriere e giochi dei parchi danneggiati, fontanelle distrutte, semaforo piegato e messo fuori uso, lampioni divelti, segnali e cartelli stradali piegati, vetri della passeggiata sul lungomare spaccati, bagni pubblici presi a martellate, cassonetti per la raccolta dei rifiuti rovesciati o incendiati. Un autentico “bollettino di guerra” per fermare il quale andrebbero presi al più provvedimenti adeguati. Le telecamere potrebbero essere davvero la soluzione.
Paola Calvano
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