Vandali scatenati, la Digos gli dà la caccia

27 Gennaio 2018

Imbrattati Camera di commercio, chiesa di San Domenico e villa comunale: la polizia passa al setaccio i video dei negozi

CHIETI. Vandali scatenati nel centro di Chieti: imbrattati i muri del palazzo della Camera di commercio in piazza Vico, della chiesa di San Domenico, della scalinata in mattoni lungo via Salomone e anche le panchine della Villa comunale. Con la scusa della politica, i vandali si sono divertiti a sporcare a un passo dalle sedi del Comune, della prefettura e della questura: «Non votare mai», questo il messaggio lanciato alla vigilia della chiusura delle liste in vista delle elezioni politiche in programma il prossimo 4 marzo. Ma adesso i vandali hanno la polizia alle calcagna: ieri, gli agenti della Scientifica, guidati da Cesare Ciammaichella, hanno eseguito rilievi sui muri imbrattati a caccia di tracce e impronte; i poliziotti della Digos, diretti da Coriolano Conte, si sono presentati nei negozi di corso Marrucino per acquisire e passare al setaccio le registrazioni delle telecamere di sorveglianza e riuscire nell’impresa di dare un nome, un cognome e un volto ai vandali mascherati da anarchici. Sono state acquisite anche le riprese nella zona di Porta Pescara e della Villa comunale. L’ipotesi è che dietro la notte dei vandalismi ci siano le stesse mani.
Ma l’indagine non riguarda solo i filmati: in calce ai messaggi, c’è la “a” degli anarchici e la Digos ha cominciato a scavare nell’ambiente.
Le scritte – come «Tanto va lo schiavo all’urne che si sente un cittadino», «Lavorare meno rubare tutto», «Contro i fasci sempre più» – innescano la presa di posizione del sindaco Umberto Di Primio: «Questi soggetti andrebbero presi e gli si dovrebbe far ripulire i muri con la lingua», è la dichiarazione ufficiale, «una vergogna che si ripete. Una deturpazione della città intollerabile che da mesi denuncio. Uno scandalo la reiterata deturpazione del muro della Camera di commercio, una indecenza la violazione del muro della chiesa di San Domenico». Il sindaco lancia un appello al prefetto Antonio Corona e ai vertici delle forze dell’ordine: bisogna fermare i «nemici della città», chiede il sindaco. «Come Comune», annuncia Di Primio, «intensificheremo le attività di sicurezza urbana, chiedo al prefetto e agli organi di polizia di stringere le attività di controllo sugli ambienti dai quali provengono questi imbrattatori, nemici della città».
Da oltre un mese, i muri della città sono tornati a parlare: la notte prima del corteo di Casapound in centro, sono spuntate le scritte degli antifascisti. Adesso, mentre le elezioni si avvicinano sempre di più e il dibattito politico si accende, sono entrati in azione gli anarchici.
Sulla notte degli edifici imbrattati interviene anche l’assessore Mario Colantonio: «Delinquenti e incivili, vogliono inneggiare ed esaltarsi come ribelli politici ma sono solo degli squilibrati senza patria».
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