Vanno a casa De Iure e D’Anchini

18 Febbraio 2017

Giunta a pezzi dopo le dimissioni del sindaco. Da Marchegiano schiaffo al Pd: corro da solo a sindaco

ORTONA. Dopo il primo cittadino Vincenzo D'Ottavio, anche gli assessori comunali Domenico De Iure e Tommaso D'Anchini sono ai saluti. A tre mesi dalle elezioni, l'amministrazione di Ortona cade a pezzi. La città non ha più un sindaco e da ieri ha perso anche gli assessori ai Lavori pubblici (De Iure) e alle Manifestazioni (D'Anchini).

A sollevarli dall'incarico è stato il vicesindaco Luigi Menicucci, che in questi giorni ha in mano il timone della città in attesa di un eventuale ritorno sui propri passi di D'Ottavio o, in alternativa, dell'arrivo del commissario. De Iure e D'Anchini non fanno parte più della squadra di governo dopo aver presentato entrambi, giovedì, un certificato medico con allegato un documento in cui avvisavano di una loro assenza per venti giorni.

Una situazione che ha portato Menicucci a dover prendere dei provvedimenti poichè «abbiamo difficoltà a tenere sedute di Giunta per mancanza di numero legale ed abbiamo una macchina amministrativa da mandare avanti» ha spiegato. Dal 13 al 16 febbraio sono state convocate cinque sedute di Giunta, ma ben quattro non si sono potute svolgere per mancanza di numeri, problema che viene risolto con la revoca degli incarichi ai due assessori. Il provvedimento, tuttavia, è stato notificato giovedì pomeriggio a De Iure e solo ieri mattina a D'Anchini, nonostante i certificati medici siano stati presentati pressochè contemporaneamente. «È solo una questione di tempi tecnici», ha precisato il vicesindaco Menicucci, alla domanda sul motivo per il quale ci sia stata questa differenza temporale nell'informare i due assessori della decisione presa. Dal canto loro De Iure e D'Anchini per il momento non hanno voluto rilasciare dichiarazioni su questa vicenda. Il terremoto politico va di pari passo con la campagna elettorale. A tal proposito Giorgio Marchegiano ha deciso di non partecipare alle primarie invocate dal Partito democratico. «Siamo stati invitati dal Pd di Ortona ad un incontro durante il quale ci è stato proposto di dar vita ad una coalizione che avrebbe dovuto individuare un candidato sindaco comune attraverso lo strumento delle primarie. Negli ultimi giorni le liste civiche che mi sostengono Ortona Cambia, Il Faro e Abruzzo Civico si sono confrontate su tale eventualità e hanno escluso qualsiasi tipo di partecipazione», dichiara il giovane aspirante primo cittadino. «La candidatura di Giorgio Marchegiano», aggiunge Mauro Zappalorto a nome della coalizione, «rappresenta un chiaro elemento di discontinuità a cui non vogliamo rinunciare». Il commissario del Pd, Camillo D'Alessandro, ha replicato sostenendo che si tratta di «una decisione legittima, le ragioni un pò meno».

Secondo D'Alessandro è una scelta «figlia di chi dietro Giorgio e la bella passione dei giovani pensa di potersi riciclare e teme che i propri calcoli saltino con le primarie. Mi riferisco ad ex amministratori locali ed altri che non possono rappresentare esattamente la novità. Il rischio evidente è di passare dalla rottamazione al riciclaggio».