Variante Omicron, dilagano i casi In due settimane 1.702 contagiati

Il nuovo ceppo prevale in città, Stuppia: «Siamo al 75 per cento, ma i pazienti più gravi hanno la Delta» Ferrara rilancia l’appello dopo il picco di contagi: «Vanno limitati gli spostamenti, rispettate le regole»
CHIETI . I numeri sono di quelli che fanno paura e che inducono alla massima prudenza. A Chieti, in appena due settimane, si sono avuti 1.702 contagiati. Un aumento vertiginoso di casi Covid rispetto ai due mesi precedenti, che è dovuto al dilagare della variante Omicron, diventata ormai prevalente in città. Lo conferma anche Liborio Stuppia, direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università D’Annunzio, fornendo un quadro della situazione pandemica sul territorio chietino.
L’IMPENNATA
Da un’analisi basata sui dati inviati dalla Asl al Comune, nei primi quattordici giorni del mese di gennaio impressiona il numero dei positivi rispetto a tutto il mese precedente ed ancora più in confronto a novembre. I 1.702 contagi segnalati dal 1° al 14 gennaio rappresentano oltre il triplo rispetto ai poco più di 500 casi dell’intero dicembre. A novembre, invece, erano stati “appena” 174. Un incremento che porta il sindaco Diego Ferrara a rilanciare l’appello: «Oltre a raccomandare l’uso delle mascherine, il mantenimento delle distanze e l’igienizzazione frequente delle mani, invito la cittadinanza a limitare al massimo i propri spostamenti se non sono strettamente necessari».
PREVALE OMICRON
L’impennata dei casi è dovuta alla variante Omicron, che si fa sempre più strada: «Siamo al 75 per cento», conferma Stuppia, «è sicuramente un dato alto ma conferma che la Delta non è stata del tutto scalzata». Anzi, analizzando i numeri relativi ai casi più gravi, la situazione si ribalta: «In terapia intensiva c’è l’80 per cento di malati che ha contratto la Delta», continua Stuppia, «però allo stesso modo c’è anche una parte di pazienti con la Omicron, a testimonianza che non è sempre così innocua come può sembrare. Si tratta, comunque, di dati provvisori che stiamo elaborando».
IL TIMORE
In sintesi Omicron è più frequente sul territorio, ma con la Delta si presentano i casi più gravi. Si arriverà al 100 per cento di diffusione della Omicron? «Questo è quanto accaduto con le precedenti varianti», continua il direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università D’Annunzio, «però stiamo monitorando altre situazioni», avverte. «Sono arrivate delle segnalazioni, in casi registrati nel nord Italia e su cui sono in corso verifiche, di episodi di co-infezione da Delta e Omicron. Qui finora non abbiamo scoperto nulla di tutto ciò, ma si tratta di una situazione che va seguita». In tal caso i pazienti verrebbero colpiti da una doppia infezione: «Se si presentassero dei casi simili sarebbe un problema, non è uno scenario auspicabile», ammette Stuppia.
IL MONITORAGGIO
Intanto il sindaco continua a seguire da vicino anche quel che accade nelle scuole. «Sono quotidianamente a colloquio con il Siesp (il Servizio di igiene epidemiologia e sanità pubblica, ndr)», dice il primo cittadino Ferrara, «e per ora non si riscontrano criticità». Ma l’attenzione resta comunque alta, con l’obiettivo di fermare per tempo l’avanzata di eventuali focolai nelle classi degli istituti cittadini. «Abbiamo una percentuale di positivi tra gli studenti che non è variata di molto rispetto alla campagna di screening di qualche giorno fa, siamo al di sotto del 3 per cento. Non c’è al momento alcun elemento che possa indurmi a pensare ad un’ordinanza per chiudere le scuole».
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