Vastese, lo stadio rimane chiuso Il presidente: «A giugno lascio»

20 Febbraio 2022

Bolami annuncia l’addio a fine stagione e protesta per le decisioni dell’amministrazione comunale La società: «L’impianto si può riaprire almeno in parte». Il sindaco Menna: «Priorità alla sicurezza»

VASTO . La festa in casa Vastese per il felice momento attraversato dalla squadra si è interrotta ieri mattina con l’annuncio fatto dal presidente della società biancorossa, Franco Bolami. «A giugno lascio la società, così non si può andare avanti, mancano gli stimoli e non vedo prospettive», ha detto. Parole che hanno scatenato una bufera fra i sostenitori. All’origine delle annunciate dimissioni, ci sono le decisioni del Comune di lasciare l’Aragona interdetto ai tifosi. Lo stadio resta chiuso al pubblico e non si sa quando potrà riaprire. E Bolami non ci sta. «Il compito di un dirigente dovrebbe essere quello di promuovere e accettare tutto ciò che riguarda la sicurezza», replica il sindaco Francesco Menna convocando per martedì una conferenza stampa sulla questione.
Bolami ha espresso la sua delusione ieri mattina sul rettangolo di gioco. Accanto a lui il vice presidente Luigi Salvatorelli. «È impossibile andare avanti così», ha dichiarato Bolami. «Sono due anni, tra Covid e problemi legati all’Aragona, che siamo costretti a giocare senza l’apporto ed il supporto del nostro pubblico. A giugno pagheremo gli ultimi stipendi e, perdurando questa situazione passeremo la mano». Un fulmine a ciel sereno. La società biancorossa ha deciso di puntare il dito contro le istituzioni e lo ha fatto alla vigilia di una delle partite più attese dalla tifoseria, Vastese-Matese. Il presidente sperava di rivedere i tifosi sugli spalti ma così non sarà. «Sindaco e dirigenti non si assumono la responsabilità di riaprire lo stadio, almeno in parte. Noi non possiamo andare avanti così. È una questione di rispetto per i nostri sacrifici, gli sponsor e i tifosi».
Dopo alcuni interventi e verifiche relativi alla staticità dell’impianto sportivo, Bolami aveva avanzato la richiesta di una riapertura almeno parziale dell’Aragona. Il Comune ha invece riconvocato una Commissione di vigilanza. «Ci siamo prodigati e non poco», ha dichiarato Salvatorelli, «per accelerare i tempi, nominando il tecnico e riuscendo ad avere, quasi a tempo di record, il certificato a norma per quanto riguarda la staticità degli spalti con spese tutte a nostro carico. Secondo noi una apertura parziale dello stadio era possibile. Il Comune invece che fa? Riconvoca una Commissione di vigilanza senza aver ottemperato alle prescrizioni in carico. Così facendo e con le lungaggini burocratiche, ci vorranno altri mesi per riaprire».
La stessa Commissione di vigilanza si riunirà domani. Subito dopo ogni decisione dipenderà dal sindaco Menna e dal dirigente incaricato. «Il rispetto delle regole e la sicurezza sono prioritarie», ribadisce il primo cittadino.
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