Vasto elegge il nuovo sindaco: l’attesa di Menna e Giangiacomo

I due candidati alle urne sorridenti ma c’è tensione per il verdetto, dalle 16 lo spoglio delle schede In città l’affluenza resta bassa. Nelle sezioni spuntano manifesti per ricordare il divieto dei cellulari
VASTO. Oggi sapremo chi guiderà la città per i prossimi cinque anni. La sfida all’ultimo voto è tra il sindaco uscente Francesco Menna (centrosinistra) che al primo turno ha ottenuto 11.251 preferenze pari al 47,8% e Guido Giangiacomo (centrodestra) che di voti ne ha avuti 4.873 pari al 20,7%. Ma il ballottaggio è un’altra partita e si ricomincia da zero. La scelta è tra la continuità amministrativa garantita dal centrosinistra che governa la città da quindici anni e la proposta di cambiamento del centrodestra che si presenta al secondo turno con una coalizione più ampia che include anche l’aggregazione civica La Buona Stagione di Alessandra Notaro con cui ha stretto una alleanza. Scarsa l’affluenza alle urne nei 44 seggi allestiti in città: alle 23 di ieri aveva votato solo il 37,27%. L’impresa di convincere quelli che al primo turno hanno disertato i seggi – circa 2mila in più rispetto alle elezioni comunali del 2016 – non è riuscita. Un chiaro segnale di disaffezione verso la politica, ma anche la rinuncia ad esercitare un diritto-dovere sancito dalla Costituzione. Si vota anche oggi dalle 7 alle 15, subito dopo inizia lo spoglio e già dalle prime 100 schede è possibile capire l’orientamento dell’elettorato.
I due candidati sindaco hanno votato entrambi ieri mattina. Il primo a recarsi al seggio è stato Menna che alle 10 ha varcato il cancello della scuola media Rossetti. Un’ora dopo, alle 11, è stata la volta di Giangiacomo che ha votato nella sezione 28 della scuola d’infanzia di via Spalato a Vasto Marina. Sorridenti e fiduciosi hanno deposto la loro scheda nell’urna.
A differenza delle elezioni del 3 e 4 ottobre non si sono verificati casi di elettori che hanno fotografato la scheda all’interno della cabina dopo aver votato. In seguito agli incresciosi episodi sfociati in due denunce all’autorità giudiziaria, il personale dei seggi ha prestato maggiore attenzione invitando gli elettori a lasciare lo smartphone prima di entrare nella cabina elettorale per esprimere il voto. L’introduzione di telefoni cellulari o di altre apparecchiature in grado di fotografare o registrare immagini è un divieto punito con l’arresto da tre a sei mesi e con l’ammenda da 300 a mille euro.
Con il ballottaggio di ieri i candidati sindaci – che hanno lanciato il loro appello al voto durante i comizi di chiusura di venerdì scorso – si lasciano alle spalle una campagna elettorale decisamente anomala, presente più sui social che nelle piazze. Pochi i confronti tra i due competitor, ma molti gli incontri con i cittadini, soprattutto nei quartieri periferici di San Lorenzo, Sant’Antonio Abate, Villaggio Siv e Incoronata.
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