Vasto, il parroco ai funerali di Italo: «Basta odio»

4 Febbraio 2017

Alle esequie del giovane ucciso per vendetta l'abbraccio della folla ai familiari. In chiesa anche il fratello di Roberta Smargiassi, la famiglia Di Lello presente con una corona di fiori bianchi. E intanto in carcere il fornaio si avvale della facoltà di non rispondere

VASTO. Centinaia di persone hanno raggiunto la chiesa del Sabato Santo, a Vasto, per partecipare ai funerali di Italo D'Elisa, il ventiduenne ucciso a colpi di pistola mercoledì scorso davanti al "Drink Bar" di via Perth. Il corteo si è mosso dall'ospedale della città, dove era stata allestita la camera ardente, dove in tanti hanno voluto rendere omaggio alla salma del giovane, come tanti hanno deposto fiori e lumini sul luogo della tragedia. Tra le tante corone bianche spiccava quella della famiglia Di Lello, dei genitori dell'omicida Fabio, anche loro sconvolti dal dolore.

E' stata la banda di Chieti, con una marcia sinfonica, ad accogliere l'arrivo, sul sagrato della chiesa del Sabato Santo, della bara bianca di Italo D'Elisa. Nel saluto introduttivo il parroco, don Antonio Totaro, ha ammonito i presenti: «Si fermi questa ondata di odio. Basta con questa violenza. Non si può andare avanti con l'odio. Due vite completamente spezzate. Ha perso la città. Noi abbiamo perso». Il sacerdote ha portato le condoglianze delle famiglie Di Lello e Smargiassi. «È qui presente il fratello di Roberta» ha detto ai presenti. E ancora: «Queste morti riportino nella nostra comunità un po' di serenità. Basta con i social media. Dobbiamo tornare a parlare tra di noi. Senza conoscere abbiamo condannato», ha aggiunto il parroco.

Di Lello non risponde al gip. E mentre si svolgevano i funerali, in carcere il gip Caterina Salusti e il sostituto procuratore Gabriella De Lucia tentavano di portare avanti l'interrogatorio di garanzia di Fabio Di Lello, il fornaio di 34 anni arrestato dopo l'omicidio di Italo D'Elisa, che però si è avvalso della facoltà di non rispondere. Un faccia a faccia durato poco più di due minuti, nella drammaticità di un passaggio dovuto per l'omicidio di Italo D'Elisa. «Non era nelle condizioni e nella serenità necessari per parlare» dicono i suoi legali Giovanni Cerella e Pierpaolo Andreoni. A carico di Di Lello la Procura ha formulato il reato di omicidio volontario premeditato e si è riservata più tempo in ordine alla convalida e all'adozione delle misure cautelari. Di Lello era in tuta e prima del confronto con i magistrati aveva avuto il tempo di parlare con i suoi legali. Già di buon mattino Andreoni si era recato in carcere per parlare con il suo assistito.

Caccia al complice dell'assassino. Si terrà in Procura a Vasto lunedì prossimo a mezzogiorno l'incidente probatorio, richiesto dal sostituto procuratore della Repubblica Gabriella De Lucia, per verificare le telefonate fatte e ricevute dal cellulare e per documentare il traffico e i contenuti del computer di Fabio Di Lello. In particolare si vuol scoprire se qualcuno ha avvertito telefonicamente mercoledì pomeriggio Di Lello mentre era sul campo di calcio ad allenarsi a Cupello, informandolo della presenza di Italo D'Elisa davanti al "Drink Bar". «In pratica - dice Pompeo Del Re, avvocato della famiglia del giovane assassinato - vogliamo sapere se c'è stato un complice che ha segnalato gli spostamenti del povero Italo. Nomineremo un tecnico per assisterci in questa fase investigativa».