Vasto, palestra incendiata: arrestato il piromane

9 Marzo 2017

Il 36enne Marianacci è accusato dalla Procura dell'incendio doloso aggravato avvenuto il 13 novembre scorso. Le telecamere e il traffico del suo cellulare lo inchiodano in via Del Porto

VASTO. Incendio doloso aggravato. È l’accusa che ha portato all’arresto di Yuri Marianacci, 36 anni. I carabinieri del Nucleo operativo di Vasto ritengono sia lui l’autore del rogo che, il 13 novembre scorso, ha distrutto la palestra “Kuroshio Martial Arts” in via Del Porto. Su richiesta della Procura il gip Italo Radoccia ha disposto l’arresto dell’uomo e il suo trasferimento a Torre Sinello. Il provvedimento è stato notificato all’accusato (finito di recente nei guai anche per altre contestazioni) martedì pomeriggio. Domani sarà interrogato. Ma il suo difensore, l’avvocato Massimiliano Baccalà, contesta le accuse: «Non si può accusare una persona di un reato solo perché una telecamera lo ha ripreso mentre camminava nella zona dell’incendio. Non è lui il piromane».

IL ROGO. Il 13 novembre 2016 un uomo con un cappuccio in testa, dopo aver rotto una piccola finestra, è entrato all’interno della palestra di arti marziali “Kuroshio Martial Arts”, al piano terra di un immobile di tre piani in via Del Porto. Una volta dentro l’uomo ha versato il contenuto di una bottiglia di plastica, e precisamente liquido infiammabile, sul pavimento. Subito dopo ha gettato sul liquido un fiammifero. Le fiamme si sono propagate in pochi secondi in tutta la palestra. Solo grazie all’intervento di una squadra dei vigili del fuoco, avvisata da un condomino, il fuoco non ha raggiunto i piani superiori. Sopra la palestra ci sono diversi appartamenti e sono tutti abitati. L’incendio ha messo a rischio l’incolumità di diverse famiglie. Se i vigili del fuoco non fossero intervenuti subito le conseguenze del gesto scellerato avrebbero potuto essere tragiche.

LE INDAGINI. Non appena sono arrivati sul posto i carabinieri hanno recuperato una bottiglia di plastica. Il contenitore aveva ancora tracce del liquido infiammabile. Il liquido è risultato essere lo stesso utilizzato per appiccare il fuoco. Grazie a sofisticati rilievi tecnici, gli investigatori sono riusciti a individuare impronte digitali latenti. I carabinieri del Nucleo operativo hanno poi acquisito le immagini catturate dalle telecamere della videosorveglianza pubblica e privata, accese su via Del Porto e sulle traverse vicine. Ancora una volta le telecamere si sono rivelate le migliori alleate dei carabinieri. I fotogrammi e il traffico dell’utenza mobile del sospettato hanno permesso ai militari di ricostruire tutto il percorso fatto dal piromane. Sia gli elementi emersi dalle indagini che i risultati di laboratorio hanno permesso di identificare il presunto responsabile dell’incendio.

ACCUSA E DIFESA. I carabinieri hanno consegnato i risultati delle indagini alla Procura della Repubblica del tribunale di Vasto. Il procuratore capo Giampiero Di Florio ha chiesto e ottenuto dal giudice delle indagini preliminari, Italo Radoccia, la misura cautelare. I militari hanno notificato l’ordine di arresto a Marianacci martedì pomeriggio. Il trentaseienne è ora rinchiuso nella casa circondariale di Torre Sinello, a disposizione dell’autorità giudiziaria competente. Le indagini proseguono al fine di verificare se dietro l’incendio vi sia un eventuale mandante. Ad ogni modo l’indagato dovrà rispondere di incendio doloso aggravato, accusa per la quale rischia una pena fino a sette anni di reclusione. «Ho parlato con il mio cliente che nega di essere l’autore del rogo e di essere stato in quella palestra», dice l’avvocato Massimiliano Baccalà. «Può anche essere stato ripreso da una telecamera mentre passava in via Del Porto ma questo non è un reato», lo difende il legale. Marianacci comparirà domani, alle 11, davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia.

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