Vende auto e non le consegna, indagato

Nei guai il titolare di una concessionaria: all’ultimo cliente, un pensionato di Roccamontepiano, ha portato via 16mila euro
CHIETI. Incassa i soldi ma non consegna le auto ai clienti. Un uomo di 57 anni, titolare di una concessionaria del Chietino, ha messo in piedi una maxi truffa: le vittime sono almeno 13. L’ultima denuncia a suo carico è arrivata dai carabinieri di Casalincontrada, che hanno indagato sul raggiro ai danni di un settantenne di Roccamontepiano: il pensionato ha visto sparire tutti i risparmi, quasi 16mila euro. Il modus operandi è sempre lo stesso: l’indagato si mostra disponibile e affabile con gli acquirenti, carpisce la loro fiducia, si fa consegnare il denaro e poi svanisce nel nulla, negandosi al telefono oppure accampando scuse di ogni genere.
Per ricostruire la truffa più recente, bisogna tornare indietro alla scorsa estate. L’uomo, in compagnia della moglie e di un parente, raggiunge l’autosalone del 57enne dopo aver notato un annuncio ritenuto vantaggioso. Fatto sta che, a conclusione di una breve trattativa, decide di sottoscrivere la proposta d’acquisto di una Fiat Panda 4x4 a chilometro zero. L’accordo è che avrebbe pagato la macchina in due rate ravvicinate. «Stia tranquillo, ancora un po’ d’attesa e avrà la sua Panda», ripete il titolare dell’autosalone. «Bisogna solo sbrigare le faccende burocratiche». All’indomani, come previsto, il settantenne si incontra con il venditore e gli consegna un primo assegno circolare da 7mila euro. Passano un paio di giorni e l’ignaro cliente mette nelle mani del truffatore un altro assegno, stavolta di 8.600 euro. E qui cominciano i problemi. La vittima attende invano per settimane di ricevere la Fiat Panda, finché, sempre su indicazione della concessionaria, paga ulteriori 450 euro: «Occorrono per il passaggio di proprietà», è l’ennesima rassicurazione. «Ormai ci siamo quasi». In realtà, è solo un modo per prendere tempo e spillare altri soldi al malcapitato. Il pensionato richiede quasi ogni giorno la consegna del veicolo acquistato, ma ogni tentativo va a vuoto. «Non ancora sono arrivati i documenti dalla Spagna, il Paese in cui l’auto è stata immatricolata», dicono a più riprese dall’autosalone. Il settantenne capisce così di essere caduto in un tranello e non può far altro che presentare una querela davanti ai carabinieri della tenente Maria Di Lena e del maresciallo maggiore Antonio Colazzilli. Nei confronti del titolare della concessionaria è scattata l’ennesima denuncia a piede libero per truffa continuata.
I consigli che arrivano dalle forze dell’ordine e dalle associazioni che tutelano i consumatori sono quelli di sempre: «Di fronte a prezzi troppo vantaggiosi, sono necessarie più verifiche. Se non si conosce o non si è sicuri della persona che si ha davanti, meglio fare delle ricerche oppure rivolgersi a rivenditori autorizzati».

