Vende l’oro della moglie per la cocaina

19 Febbraio 2020

L’uomo si disinteressa della compagna e del figlio piccolo, lasciandoli senza soldi e spendendo tutto a droga e prostitute

CHIETI. Spendeva tutti i soldi per andare a prostitute e per comprare cocaina, disinteressandosi della moglie e del figlio di pochi mesi. E se il denaro non bastava, pur di acquistare la droga, vendeva l’oro della donna. Un uomo di 38 anni, residente a Ortona, è finito sotto processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali pluriaggravate. Ieri mattina, il giudice Luca De Ninis ha disposto il rinvio a giudizio dell’imputato: la prima udienza, davanti al tribunale di Chieti, è stata fissata per il 16 giugno. La vittima, assistita dall’avvocato Francesca Di Muzio, si è costituita parte civile e chiede 50mila euro di risarcimento danni.
Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Lucia Anna Campo, sono state condotte dai carabinieri. A denunciare tutto, la scorsa estate, è stata la donna. «Durante il nostro matrimonio», ha raccontato in caserma la 33enne, «ho scoperto che mio marito fa uso abituale di cocaina. Io ho cercato in tutti i modi di farlo smettere, ma non ci sono riuscita: ancora oggi, non lavora e vive di espedienti. Le sue giornate si svolgono sempre allo stesso modo: si sveglia nel pomeriggio, esce per rifornirsi di droga e torna a casa solo all’indomani, intorno alle sei del mattino. Qualche mese fa è nato nostro figlio, ed è proprio per lui che mi sono decisa a denunciare». A partire dal 2018, i rapporti già tesi tra moglie e marito si sono ulteriormente incrinati. «Sono stata vittima più volte delle sue crisi d’astinenza», ha proseguito, «tanto che ha cominciato a malmenarmi e insultarmi». Per umiliare la donna, l’imputato è arrivato a raccontarle degli incontri che aveva con le prostitute. «Oltre a rubare i soldi del mio stipendio, ha cominciato una relazione sentimentale con un’altra donna. Non solo: dopo aver mangiato e bevuto, lascia tutto in disordine e i resti dei pasti sul pavimento, in modo tale da costringermi a raccoglierli, come se fossi la sua schiava». Non sono mancati episodi di violenza: «Sempre nel 2018, mi ha picchiato così forte che avevo paura di morire, al punto che mi sono fatta un video pensando che nessuno avrebbe saputo la verità». In due occasioni, la vittima si è fatta medicare in ospedale. Nel corso della prima aggressione, il marito l’ha sbattuta contro l’armadio della camera da letto, prendendola a pugni e tirandole i capelli. Un’altra volta, invece, l’imputato l’ha scaraventata contro un bracciolo del divano.
«A mio marito», ha aggiunto la 33enne, «non importa nulla né di me, né di nostro figlio. Al piccolo non ha comprato neppure il latte o una tutina: mi sono vista costretta a chiedere soldi ad estranei per sopperire a queste esigenze. A causa dei suoi vizi, ci hanno anche staccato il gas a casa». L’uomo, su ordine del giudice, è stato allontanato dalla casa familiare.
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