Vende reperti su internet: scoperto e denunciato

9 Gennaio 2022

Un 60enne di Lanciano finisce nei guai: chiedeva 80mila euro per un antico vaso Ora gli oggetti preziosi sono stati collocati nel polo museale di Santo Spirito

LANCIANO. Mette in vendita su internet due reperti archeologici, ma i carabinieri lo scoprono. Un 60enne di Lanciano è stato denunciato e i due vasi, parte di un antico corredo funerario, sono stati sequestrati. I militari del nucleo Tutela patrimonio culturale dell’Aquila hanno dato esecuzione, nei giorni scorsi, ad un decreto di sequestro, emesso d’urgenza dal giudice per le indagini preliminari di Lanciano su richiesta della locale Procura, di un cratere canosino a volute e di un piattello a vernice nera. I reperti, dichiarati di interesse culturale dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara, sono stati localizzati dal Nucleo Tpc nell’ambito del monitoraggio dei siti internet dedicati alla vendita online. «Il soggetto aveva dichiarato alla Sovrintendenza di detenere questi due beni», spiega il capitano Manuel Curreri, comandante del Nucleo Tpc, «li aveva con sé a casa, come frutto di una eredità: suoi parenti dalla Puglia li avevano portati a Lanciano. Li aveva quindi dichiarati e si era impegnato a portarli in un museo, cosa che non ha mai fatto. Da successivi riscontri su internet, ci siamo accorti che invece li aveva messi in vendita online». L’uomo è stato quindi indagato per inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Il provvedimento dell’autorità giudiziaria frentana, emesso con carattere d’urgenza, ha consentito di recuperare i beni prima che gli stessi potessero essere irrimediabilmente perduti.
Il cratere a volute decorato a tempera con nastri e motivi vegetali è risalente al IV secolo a.C. e la coppa in vernice nera su alto piede ad anello è risalente al III-II secolo a.C., entrambi ben conservati costituiscono parte del corredo funerario di un contesto sepolcrale apulo, dell’antica Apulia. «Provengono sicuramente da uno scavo clandestino», spiega ancora il capitano Curreri, «per il cratere il soggetto aveva chiesto una cifra altissima, 80mila euro, che non avrebbe mai ottenuto, ma riteniamo che sui cinquemila euro avrebbe potuto incassarli dal mercato online». Una volta recuperati i due beni, in accordo con la Sovrintendenza, i carabinieri hanno deciso di collocarli nel polo museale di Santo Spirito a Lanciano, andando così ad arricchire l’importante collezione archeologica esposta a fruizione dell’intera collettività.