Vendite truffa sul web

26 Gennaio 2017

Auto mai consegnate: in tribunale i testi contro 11 imputati

VASTO. Truffa dell’auto sul web. Aggiornato al 28 marzo prossimo il processo a carico di 11 imputati, accusati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e al falso. Ieri i giudici del tribunale di Vasto hanno sentito un lungo elenco di testimoni richiesti dalla Procura, ma l’ascolto dei testi non si è concluso. L’attenzione del Vastese sul processo è alta. Secondo l’accusa il sodalizio finito in giudizio avrebbe reperito auto su internet pagandole poi con assegni falsi emessi a vuoto.

Le persone truffate sono una ventina e gran parte di loro ha deciso di costituirsi parte civile. Le vittime della truffa chiedono di essere risarcite. A dover rispondere della grave accusa sono Antonio Manca, Sante Bevilacqua, Daniele Silano, Moreno Consorte, Paolo Zinni, Marco Bevilacqua, Roberto Marinucci, Rocco Di Lello, Carmine Bevilacqua, Angelo Kosta e Tiziano Fulvio. A difendere gli accusati sono gli avvocati Raffaele Giacomucci, Alessandra Di Iorio, Angela Pennetta, Nico Tariddi e Chielli.

La vicenda risale a 6 anni fa. Il 30 dicembre 2011, dopo settimane di indagini, verifiche e intercettazioni, la polizia nonostante il clima di festa (era il giorno prima dell’ultimo dell’anno) fece scattare cinque denunce a cui se ne aggiunsero in pochissimo tempo altrettante. Secondo quanto emerso dagli accertamenti degli investigatori, il primo contatto fra l’associazione e le vittime avveniva con scambio di informazioni attraverso alcuni siti internet, specializzati nella vendita di auto. Gli acquirenti consultavano le promozioni e le offerte di vetture di grossa cilindrata e di valore economico non indifferente. Qualche giorno dopo la cessione dell’auto (in genere durante il weekend, quando gli istituti bancari erano chiusi) veniva eseguito il pagamento dell’auto con assegni circolari.

All’apparenza gli effetti bancari erano regolari e validi. Una volta andate in banca le vittime scoprivano il raggiro. Gli assegni non erano originali ma effetti clonati attraverso sofisticate tecniche. Nonostante l’abilità degli accusati la polizia è riuscita a venire a capo del raggiro. Gli accusati negano e i loro difensori sono pronti a dar battaglia. I giudici, tuttavia, contestano anche l’associazione a delinquere. (p.c.)

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