Venditore di cocco muore annegato

23 Giugno 2016

Malore fatale in mare. L’uomo identificato solo in tarda serata: è un polacco di 30 anni, illegibile il documento d’identità

CASALBORDINO. Ha raggiunto la riva ed è entrato in acqua. È stato visto immergersi. Poi è sparito. I bagnanti, preoccupati, hanno sollecitato i controlli. Poco dopo un bagnino, grazie a un binocolo, ha visto il corpo che galleggiava. Ha riempito tutti di tristezza la morte ieri pomeriggio sulla spiaggia di Casalbordino di un giovane venditore ambulante di origine polacca. L’uomo, Roman Marcin, aveva 30 anni, viveva a Foggia ed era senza fissa dimora. Dai documenti sgualciti che aveva con sè è stato possibile ricavare le generalità soltanto in tarda serata.

Non è escluso che l’uomo soffrisse di una patologia congenita, ma probabilmente è stato stroncato da una congestione. Il dramma è avvenuto nel primo pomeriggio, poco dopo le 15. Non un lamento. Il suo cuore si è fermato all’improvviso. Il giovane, venditore di cocco, ha lasciato le proprie cose sulla battigia nel tratto di spiaggia libera confinante con il lido Amarcord , ed è entrato in acqua. Sono stati i bagnanti a dare l’allarme. Il bagnino del lido Amarcord è stato fra i primi ad accorrere.

La macchina dei soccorsi si è subito attivata ma per il 30enne non c’è stato nulla da fare. Sul posto è stato chiesto l’intervento dell’eliambulanza. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione dei soccorritori. Lo hanno trasportato sulla riva cercando di rianimarlo. Lo stesso hanno fatto per 20 lunghissimi minuti gli operatori del 118. È stato inutile. Il cuore del giovane polacco non ha più ripreso a battere.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i militari dell’Ufficio circondariale marittimo di Punta Penna. Il corpo dello sfortunato ambulante è stato trasferito all’obitorio del cimitero di Casalbordino in attesa di rintracciare qualche parente atraverso il consolato. «Era contento che dopo tanta pioggia fosse tornato il sole. Sperava di poter vendere il suo cocco», dice amaramente un bagnante che si trovava sulla spiaggia libera a pochi metri dallo stabilimento balneare Amarcord. Quando il trentenne si è diretto verso il mare sembrava stare bene. Era accaldato e affaticato ma nessuno immaginava quello che sarebbe successo. L’ambulante non ha chiesto aiuto. È entrato in acqua e ha iniziato a camminare. Poi si è accasciato. Sembrava si fosse immerso per trovare refrigerio alla calura. In realtà l’uomo era stato colto da malore. Gli operatori del 118 arrivati da Pescara con l’eliambulanza hanno cercato di rianimare quel corpo in tutti i modi. Non c’è stato nulla da fare. Alla fine i medici si sono arresi ed hanno dichiarato la morte del bagnante. Sul corpo esanime è stato steso un velo. L’autorità giudiziaria ha autorizzato il trasferimento della salma all’obitorio del cimitero del paese.

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