Venti colonie feline senza controlli

3 Marzo 2017

Il consigliere Di Pasquale si dedica agli animali: «Da solo non ce la faccio più»

CHIETI. Almeno venti colonie feline popolano la città di Chieti. Oltre 250 gatti lasciati all’abbandono, senza contare quelli solitari. Nessuna istituzione se ne prende cura, a eccezione di pochi singoli tra cui lo storico consigliere comunale Franco Di Pasquale con delega al randagismo, che proprio ieri mattina si trovava vicino alle scuole Nolli per l’ennesima operazione salva animali. Con una gabbia preleva abitualmente i gatti randagi che necessitano di cure, di sterilizzazioni e che, molte volte, devono anche partorire. Per poi rimetterli in libertà, nel luogo in cui li ha prelevati. Una battaglia che Di Pasquale, tuttavia, non riesce più a portare avanti da solo: «Non ce la faccio più. C’è un disinteresse totale da parte della Asl e dell’assessore comunale all’Ambiente Alessandro Bevilacqua. Sono rimasto solo ad aiutare questi poveri animali». Contando anche le carcasse che il consigliere si trova a raccogliere di tanto in tanto per le strade cittadine, e i casi di avvelenamento animale sempre più frequenti. Di Pasquale è esasperato: «Questa mattina, in consiglio comunale, lascerò la delega che mi è stata affidata», svela. Ma a fare chiarezza sulle competenze in materia è Gabriele Bettoschi, delegato regionale Codici alla tutela dei diritti degli animali: «Dopo ventisei anni dall’entrata in vigore della legge quadro in materia di animali d’affezione e prevenzione al randagismo, sembra che in molti comuni, come quello di Chieti, si continuino a ignorare o, comunque, a sottovalutare, gli obblighi sulla lotta al randagismo. I Comuni e le Asl sono totalmente inadempienti nei confronti di quanto impone loro la legge, e questo non può più essere consentito. Appare davvero non comprensibile come possa la Asl di Chieti aver predisposto procedure per intervento sul randagismo felino e canino che appaiono frutto di una gravissima, libera e incontrollata interpretazione delle normative vigenti in materia di randagismo». Dal momento che «la Asl ha creato una normativa per il riconoscimento delle colonie feline che è contro la legge, e che io ho sottoposto il 3 dicembre al Ministero. Ma questa normativa la Prefettura l’ha diramata a tutti i Comuni di Chieti. Una cosa gravissima» continua il delegato. Che chiarisce: «La competenza non è della Asl, che ha portato avanti un vero e proprio abuso. È al Comune che spetta la regolamentazione in materia, ed è sul sindaco che ricade ogni tipo di responsabilità». (e.r.)