Venti famiglie contro «la maestra violenta»

23 Settembre 2019

I genitori dei piccoli alunni si costituiranno parte civile nell’udienza preliminare in cui è imputata l’insegnante di San Salvo 

VASTO. Hanno deciso di costituirsi tutti parte civile i genitori dei venti piccoli alunni che frequentavano la classe in cui insegnava la maestra di San Salvo accusata di maltrattamenti a scuola. Il 17 ottobre è in programma l’udienza preliminare davanti al gup del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale. Un gruppo di genitori si è affidato allo studio legale degli avvocati Clementina De Virgilis e Claudia D'Alò, altri saranno assistiti dall'avvocato Antonello Cerella, altri ancora sono rappresentati da un’associazione che difende i diritti dei bambini e combatte ogni forma di violenza a scuola. In aula si prevede battaglia. Nei prossimi giorni i difensori incontreranno le famiglie per concordare con loro la linea da adottare davanti al giudice. Ad accusare l’insegnante sono anche dei filmati. E sono state proprio quelle immagini a convincere il sostituto procuratore Michele Pecoraro delle condotte vessatorie e violente della maestra nei confronti di un’intera classe. L'accusata, assistita dall'avvocato Alessandra Cappa, ha sempre negato di aver usato violenza con i piccoli. La difesa parla di educazione rigida ma non violenta. L’avviso di conclusione delle indagini elenca una serie di atteggiamenti, a dire della procura, piuttosto gravi e parla di «reiterati atti di violenza fisica e psicologica», nonché di maltrattamenti dei piccoli alunni di età compresa fra i due e i sei anni a lei affidati per ragioni di educazione. I piccini sarebbero stati sottoposti «con frequenza quasi quotidiana», recita ancora l’accusa, «a continue sofferenze fisiche e umiliazioni morali, esigendo comportamenti inadeguati per la loro età, inveendo contro di loro mediante urla e ingiurie e mortificandoli in caso di qualsiasi manifesta difficoltà dei bambini nel rispettare le sue direttive, strattonandoli, percuotendoli con schiaffi sulla nuca o sul capo, instaurando durante le sue ore di presenza un clima di tensione e paura nei bambini vittime o spettatori delle azioni poste in essere». Gli episodi più gravi si sarebbero verificati dall’ 8 al 29 gennaio del 2019. «Con l’aggravante», sostiene il pm, «di aver commesso i reati con abuso di autorità in danno di minori e all’interno di un istituto di istruzione».
A segnalare i metodi pedagogici piuttosto bruschi della maestra sono state alcune colleghe all'inizio dello scorso anno scolastico al dirigente d’istituto. Quest’ultimo ha avvisato immediatamente i carabinieri, dando il via all’indagine. Quello che accadeva a scuola è stato ripreso dalle telecamere. I metodi educativi della maestra sono raccontati da un filmato di oltre 400 ore.
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