Ventimila taralli benedetti lanciati sulla folla

Pollutri, si rinnova la tradizione per la festa di San Nicola Sotto i balconi si raccolgono gli anelli anche con gli ombrelli
POLLUTRI. Il cielo plumbeo e la pioggia non hanno fermato il tradizionale lancio dei taralli benedetti di San Nicola. La caratteristica manifestazione, che ieri ha aperto la tre giorni dedicata al patrono, ha richiamato in paese migliaia di persone. Molti i fedeli che ogni anno arrivano da fuori regione per riuscire ad avere uno dei taralli realizzati con la farina che il parroco, don Giuliano Manzi, benedice. Le donne del paese per giorni hanno confezionato i taralli. Per loro è un gioco e un onore. Dopo aver realizzato l’impasto, lavorano dei rotolini di pasta che poi intrecciano e uniscono per realizzare la tipica forma a cerchio. Ieri li hanno portati nel palazzo gentilizio Del Re (la Casa di San Nicola) annesso al municipio. Oltre 26 i quintali di farina utilizzati per preparare 20mila taralli. A mezzogiorno, accompagnato dal suono delle campane, si è ripetuto il lancio dei taralli (opportunamente confezionati) dai balconi. Presenti il sindaco Antonio Di Pietro e l’intera amministrazione. Ad organizzare la manifestazione sono stati la parrocchia del Santissimo Salvatore e il comitato feste “San Nicola”, col patrocinio del Comune. I volontari hanno lanciato i taralli alla folla di cittadini e curiosi arrivati da tutto il Vastese per devozione o curiosità. Ad accompagnare la sfilata delle massaie è stato il complesso bandistico di Ailano, che ha allietato la serata anche dopo la funzione religiosa delle 18 e la processione.
I festeggiamenti proseguono oggi e domani. «Oggi», dice il sindaco, «è prevista anche la consegna di un defibrillatore alla nostra comunità, poi l’esibizione del complesso bandistico Città di Tornareccio e in serata “Lui e gli amici del Re”, cover band di Adriano Celentano». Domani dopo le funzioni religiose, la processione e la riposizione della statua d’argento in chiesa, i festeggiamenti saranno chiusi dall'esibizione del comico Uccio De Santis. Alle radici della forte devozione di San Nicola a Pollutri c’è un’antica leggenda che narra che la statua lignea del santo, del XIII secolo, giacesse abbandonata in una località del Sinello, dove arrivarono per caso dei cittadini che pensarono di portarla nel loro paese. Poco dopo arrivarono anche i vastesi che la volevano per la loro città. Per un’improvvisa inondazione, però, non riuscirono ad attraversare il guado. E mentre gli uomini erano bloccati i buoi s’incamminarono da soli verso Pollutri. (p.c.)
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