Ventisei sindaci in diretta tv per l’emergenza cinghiali

28 Luglio 2018

ROCCASCALEGNA. Hanno portato alla ribalta nazionale il problema dei cinghiali nella provincia di Chieti. Ventisei tra sindaci e consiglieri comunali del Frentano, del Sangro-Aventino e del Vastese si...

ROCCASCALEGNA. Hanno portato alla ribalta nazionale il problema dei cinghiali nella provincia di Chieti. Ventisei tra sindaci e consiglieri comunali del Frentano, del Sangro-Aventino e del Vastese si sono riuniti, ieri, a Roccascalegna, per il collegamento con la trasmissione “La vita in diretta” di Rai Uno, sullo sfondo del castello arroccato. Presenti sindaci in rappresentanza della costa, come il primo cittadino di Rocca San Giovanni Gianni Di Rito, e dalle zone più lontane del Vastese, come il sindaco di Tufillo Ernano Marcovecchio. Capitanati dal primo cittadino di Roccascalegna, Domenico Giangiordano, gli amministratori, intervistati dall’inviata Patrizia Fanelli, hanno fatto sentire la loro voce, via etere, sull’annoso problema dei cinghiali. «I cittadini sono esasperati dai danni provocati da questi animali», spiega Giangiordano, «chi coltiva i campi non raccoglie più niente. Senza contare i rischi per l’incolumità pubblica, sia sulle strade e sia a casa propria perché ormai i cinghiali, nella continua ricerca di cibo, arrivano indisturbati alle abitazioni». E quando qualche ospite presente in studio ha provato a ribattere che ormai si tratta di una «psicosi», i primi cittadini hanno alzato la voce. «Quale psicosi, questo è un problema reale», ha tuonato il sindaco di Archi, il veterinario Mario Troilo. «In provincia di Chieti finora la soluzione adottata è quella del selecontrollo, che però si è rivelato insufficiente», continua Giangiordano, «basti pensare che su 4.500 abbattimenti, 3.600 sono stati fatti durante il periodo della caccia e 900 con il selecontrollo. Serve un piano di controllo serio, da parte di Regione e Governo. L’unica è allungare il periodo venatorio, limitato ai cinghiali». (s.so.)