Verifiche al castello dopo la frana: piano del Genio civile

Sopralluogo per la rimozione del masso e per la sicurezza Il sindaco: servono interventi immediati in vista dell’estate
ROCCASCALEGNA. Rimuovere il masso che si è staccato, mettere in sicurezza l’area e mappare gli altri punti critici dove nei prossimi anni potrebbero verificarsi nuove frane. Saranno questi gli interventi che il Genio civile regionale metterà a punto nei prossimi giorni per fermare la terra che cede sotto il castello medievale di Roccascalegna. Ieri mattina l’architetto Rinaldo Di Matteo ha effettuato il sopralluogo nella zona della frana dello scorso 13 febbraio, quando nella notte un pezzo di roccia si è staccato lungo il percorso che porta all’antico maniero. A fare da barriera all’enorme masso, evitando che precipitasse sulla strada, è stato il muro di una casa di proprietà comunale. Altre pietre, larghe un metro, un metro e mezzo, si sono staccate e sono state bloccate da alcune piante.
«I tecnici vogliono agire direttamente nel punto in cui si è distaccato il masso», spiega il sindaco Domenico Giangiordano, «e rimuovere anche gli altri massi rimasti in bilico. In più, visto che si registra un continuo movimento, preparare un progetto generale, una mappatura, dei punti critici in cui nei prossimi anni potrebbero verificarsi fenomeni simili. A preoccupare è soprattutto un’area vicina a quella dell’ultima frana, per cui è necessario mettersi subito al lavoro per capire le altre zone dove può verificarsi lo stesso danno». Per gli interventi servirà una cifra fra i 150mila e i 200mila euro, che il Comune spera possa essere impegnata dalla Regione come somma urgenza.
Il castello medievale, luogo simbolo celebrato anche dal cinema e dalla televisione (basti pensare alla serie tv “Il nome della rosa”, tratta dal romanzo di Umberto Eco), aveva riaperto l’8 febbraio per chiudere di nuovo sei giorni dopo, il 14, quando il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha decretato la zona rossa per le province di Chieti e Pescara. «Occorre fare presto per consentire la fruibilità del castello in vista dell’estate», dice il sindaco Giangiordano, «per il 27 marzo, quando musei e attività culturali potranno riaprire, non saremo sicuramente pronti, ma per giugno vorremmo esserlo. Per questo mi appello alla politica regionale: il castello di Roccascalegna è un simbolo di tutto l’Abruzzo».
Trainato dalla bellezza del suo maniero abbarbicato sulla roccia, il turismo del paese e del Sangro-Aventino è cresciuto tantissimo negli ultimi anni, dando spunto anche a tante attività commerciali che contrastano lo spopolamento dei piccoli borghi. La Soprintendenza sta lavorando anche per restituire alla comunità, entro l’anno, la chiesa di San Pietro, restaurata dopo i danni provocati dalla frana di sei anni fa. «L’accesso al castello è comunque garantito», spiega ancora il primo cittadino, «c’è una piccola area interdetta e poi abbiamo creato un percorso parallelo passando per via Spino Santo. Ma speriamo di avere tutto libero e in sicurezza al più presto: quello dove c’è stata la frana è il percorso principale, ripavimentato e sul quale insistono attività».
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