Verindplast compie 20 anni e apre un altro stabilimento

31 Ottobre 2017

L’azienda specializzata in verniciatura festeggia il traguardo con i 45 dipendenti Alla cerimonia anche il vertice di Honda Italia. La nuova struttura pronta nel 2018

ATESSA. Dall’altra parte della paura c’è il coraggio. Sembra essere questo il motto della Verindplast, azienda a conduzione familiare che opera nel campo della verniciatura liquida di componenti moto e auto e che ha deciso di sfidare il mondo investendo e allargandosi sul territorio in cui è nata. È l’altra faccia della Val di Sangro, quella “buona”: per una multinazionale che forse ha deciso di delocalizzare, la Honeywell, con 420 dipendenti in sciopero a oltranza dal 18 settembre, c’è una piccola grande realtà con 45 dipendenti e un futuro tutto da scrivere, ad Atessa, grazie all’apertura di un secondo stabilimento. Il taglio del nastro della nuova struttura, 11mila metri quadrati complessivi, che sarà operativa dal 2018, è avvenuto nei giorni scorsi alla presenza, tra gli altri, del vice presidente della giunta regionale Giovanni Lolli, del presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo, dei sindaci di Atessa, Giulio Borrelli, e di Sant’Eusanio del Sangro, Raffaele Verratti, del presidente di Honda Italia Industriale Minoru Nakamura, dei rappresentanti di importanti marchi internazionali, come Ducati e Yamaha, e di realtà locali come Tecnomeccanica Sud spa, Cms spa e Tasso srl. Una festa che ha raccolto, attorno alla famiglia di Nicola Salomone, l’amministratore delegato unico, le famiglie dei dipendenti, con luna park, giocolieri e attrazioni tutte dedicate ai bambini. Non a caso, nonostante sia nata nel 1997 dall’esperienza trentennale dei soci, la Verindplast è un’azienda giovane: oltre il 50% della forza lavoro ha meno di 35 anni e il 30% è costituito da donne. Una “perla” del settore auto e motomotive che si alimenta dell’entusiasmo di tutti, soci, imprenditori e maestranze, che Salomone ama chiamare collaboratori invece che dipendenti, e che rinasce dove qualcosa sembra invece morire. Ma il sogno della Verindplast non è nato a caso. La costruzione, pezzo dopo pezzo, anno dopo anno, di una credibilità in campo internazionale è arrivata con una precisa logica: non disperdere le risorse, la capacità (il cosiddetto know-how) e non fossilizzarsi su un solo cliente e un solo settore. Il successo della Verindplast sta nel fatto che a prestazioni altamente specializzate e industrializzate come chiede il settore motomotive, si unisce una capacità, manuale, artigianale, di altissima precisione, per la personalizzazione artistica delle cover, dei serbatoi e dei particolari in plastica. I dipendenti, tutti, sono anche un po’ disegnatori, alchimisti del colore e del bello del Made in Italy. Ecco perché si riesce a miscelare tre-quattro tipi di vernice, con tanto di sfumature, e si riesce a servire marchi mondiali come Honda, Ducati, Yamaha. E le lavorazioni artistiche dell’azienda si prestano anche al settore del design. Una scelta, la diversificazione, che ha permesso di superare senza eccessivi contraccolpi il periodo di contrazione del mercato del 2009-2013. «Lo sforzo costante è appunto reggere la competizione con competitor che lavorano in paesi economicamente svantaggiati», spiega il direttore di stabilimento Daniele Di Biase, «e puntiamo moltissimo sulla formazione: prima di dar vita al secondo stabilimento abbiamo selezionato e formato figure professionali già disponibili. È stata, la nostra, un’azione di formazione “preventiva”».
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