Verna dice sì a Marongiu La Lega spinge Di Campli

Prove di accordo nel centrosinistra, ma Bendotti potrebbe correre da sola Marsilio avverte il centrodestra: non facciamo gli stessi errori commessi a Chieti
LANCIANO. Leo Marongiu, Donato Di Campli e il terzo polo costituito dalle liste civiche di Tonia Paolucci e Filippo Paolini. Potrebbe essere questo il quadro dei principali sfidanti alle amministrative d’autunno. In queste ore si stanno delineando, nonostante il cincischiare di movimenti e partiti sia a destra che a sinistra, le correnti al voto. E dopo mesi di indecisione e tentennamenti la soluzione sarebbe ormai dietro l'angolo. In particolare nel centrosinistra, finora ostaggio dei vari gruppi civici, protagonista ieri sera di uno degli ultimi incontri tra i candidati prima dell’ufficializzazione della persona scelta per rappresentare la coalizione.
Il vicesindaco Giacinto Verna, voluto fortemente da Progetto Lanciano, avrebbe già siglato l’accordo con il candidato indicato dal Pd, il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu. Una scelta di responsabilità che lo vedrebbe, pur di salvare la coalizione uscente e per il bene della città, fare un passo indietro. «È' questione di definire solo gli ultimi dettagli», si vocifera nell’ambiente. Ma gli ostacoli sono lontani dall’essere solo un amaro ricordo. Progetto Lanciano è presa tra due fuochi: la legittima ambizione di Verna che da dieci anni è considerato l’erede naturale del compianto Pino Valente e testimone dell’intero movimento, e la posizione di altri movimenti civici che, se dovessero decidere di andare da soli alle urne, costituirebbero un fastidioso e pericoloso precedente per l’implodere di una coalizione spesso tenuta insieme solo da infinite ed estenuanti trattative.
L’assessora alle Politiche sociali Dora Bendotti, rappresentante del gruppo Lanciano in comune, è in fase avanzata di campagna elettorale. «Insisto sulle primarie», dichiara, «uno strumento di democrazia prezioso che lascerebbe al popolo la decisione di chi, tra noi, deve rappresentare la coalizione. In caso di sconfitta alle primarie io sarei prontissima a sostenere il candidato vincente, proprio perché è così che uscirebbe rafforzata la coalizione che io voglio a tutti i costi salvare. Le primarie sono l’unica soluzione a questo stato di cose».
Ed è ancora tutto da capire cosa farà il gruppo Lanciano Vale, espressione dell’assessore alle politiche ambientali, Davide Caporale: seguirà la linea Marongiu o in caso di decisione della Bendotti di correre da sola sarebbe disposto a rompere i ranghi per sostenere, come ipotizzato da più parti, il polo civico Paolucci-Paolini?
A destra le cose sembrano schiarirsi invece per l’imprenditore Donato Di Campli che sarebbe stato designato dalla Lega al posto dell’avvocato Danilo Ranieri e sarebbe stato indicato per rappresentare la sintesi di tutti i partiti. Il candidato di Fratelli d’Italia, Paolo Bomba, sarebbe invece pronto a sostenere Di Campli, seppur il braccio di ferro Lega-Fratelli d’Italia resti ancora in piedi. Il polo civico dei movimenti Libertà in azione e Alleanza con Paolini tra la capogruppo in minoranza, Tonia Paolucci e l’ex sindaco Filippo Paolini potrebbe dare invece del filo da torcere fin dal primo turno ai due schieramenti, rosicchiando voti a destra e sinistra. «È importante non ripetere gli errori fatti a Chieti», ha dichiarato ieri a Lanciano per la presentazione di SangritanaCargo il presidente della Regione Marco Marsilio, «mi auguro che i partiti sappiano rispondere all’appello e, seppur in ritardo, che facciano una scelta fatta bene».

