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LANCIANO. Quarant’anni ad aprile, una vita da militante del Pd, bersaniano della prima ora, il consigliere più giovane e il più votato nel centrosinistra nel 2011 e tra i più votati (il secondo dopo...
LANCIANO. Quarant’anni ad aprile, una vita da militante del Pd, bersaniano della prima ora, il consigliere più giovane e il più votato nel centrosinistra nel 2011 e tra i più votati (il secondo dopo Pasquale Sasso) nel Pd nel 2016. Si apre sempre di più la strada per una candidatura a sindaco, nel centrosinistra, di Leo Marongiu, attuale presidente del consiglio comunale e giudicato tra i più papabili per il dopo Pupillo nel corso di un’assemblea-fiume del Pd lunedì sera, non esente da alcuni malumori. Ma alla fine quello di Marongiu è risultato il nome più spendibile e il più ricorrente anche a seguito di una consultazione effettuata nei giorni scorsi e riservata ai soli tesserati. La sua candidatura è stata sostenuta da più anime all’interno del partito, a partire dai tesserati storici fino a quella “nuova classe dirigente” nata all’interno della coalizione e salutata con orgoglio dal sindaco Pupillo. Nei prossimi giorni il suo nome sarà sottoposto agli altri alleati di governo che dovranno, se lo vorranno, convergere sulla scelta del Pd.
Prima di Marongiu erano stati diversi i nomi circolati fuori e dentro i confini del partito. Come i consiglieri di peso Elisabetta Merlino e Carmine Lanci Lanci, ma anche con uno sguardo alla società civile e al mondo delle associazioni con il presidente di Nuovo Senso Civico, Alessandro Lanci. Marongiu alla fine è risultato però non solo «l’erede naturale» di Pupillo, ma anche il collante per tenere unita la coalizione uscente. La squadra di centrosinistra e liste civiche è stata infatti per dieci anni la ricetta vincente per convincere gli elettori in una città storicamente di destra. Marongiu è stato apprezzato anche per il suo “spirito di servizio” e la sua lunga gavetta. Ha rinunciato ad un ruolo da assessore nel 2011 e ricoperto quello di garante istituzionale come presidente del consiglio comunale nel 2016. Il suo è stato soprattutto un lavoro silenzioso. Innumerevoli sono stati infatti gli incontri di riappacificazione e di mediazione, anche nel corso dell’ultimo anno, con i vari gruppi di coalizione, a partire dal movimento Progetto Lanciano, con cui Marongiu dialoga serenamente da tempo. Circostanza che non lo ha esentato tuttavia da diversi malumori interni al Pd.
«Marongiu è la garanzia di unità nel tempo», interviene l’assessora alla cultura, Marusca Miscia, «il miglior candidato per perseguire la continuità con un gruppo di giovani che rappresentano a loro volta il rinnovamento. Parla ai giovani, ma è anche una figura molto rassicurante». «A livello strategico», commenta Tommaso Sarchese, Pd, «alcuni di noi considerano che presentarci con un solo nome ai nostri alleati possa essere controproducente. Molte cose non sono state discusse, mentre una rosa di nomi avrebbe contribuito a lasciare campo aperto. Fermo restando che saremo compatti su qualsiasi nome». «Faccio un appello a tutto il centrosinistra», interviene la segretaria Pd, Rosetta Madonna, «su unità e responsabilità. L’obiettivo è partire insieme, e uniti, per poi allargarci anche ad altre realtà e associazioni».

