Verì blocca le polemiche: non ci sarà l’ospedale unico

18 Settembre 2020

L’assessore regionale assicura la costruzione del nuovo Renzetti a Lanciano D’Amario: ristrutturiamo anche l’attuale presidio. Via libera alle assunzioni

LANCIANO. «Il Renzetti di Lanciano è un dea di 1° livello e resterà tale. Come è un dea di 1° livello il San Pio di Vasto e resterà tale. Sono due ospedali distinti e non è previsto un loro accorpamento». È l’assessore regionale alla salute Nicoletta Verì (Lega) ad assicurare che non ci sarà un ospedale unico di costa Lanciano-Vasto. Lo ha detto proprio davanti al Renzetti dove ieri mattina è stata assieme al direttore sanitario regionale Claudio D’Amario e all’assessore all’urbanistica Nicola Campitelli (Lega) per un incontro con i medici e la direzione Asl – presente anche il direttore generale Thomas Schael – per fare il punto sulla situazione del presidio dove mancano medici, infermieri, attrezzature e servono lavori di messa in sicurezza, prima della realizzazione del nuovo ospedale, nell’area attuale.
OSPEDALE UNICO «Sono in un ospedale dea di 1° livello come è previsto nella programmazione sanitaria», precisa subito Verì, «e in questa programmazione non ci sono ospedali unici ma due dea di 1° livello: uno a Lanciano e uno a Vasto. Presidi che hanno bisogno di lavori in attesa che vengano costruiti i nuovi ospedali». L’assessore non cita la delibera del Comune di Casalbordino che ha proposto la zona di Santo Stefano per accogliere l’ospedale unico di costa Lanciano-Vasto, su proposta dalla Regione Abruzzo, cosa che ha acceso le polemiche, ma parla direttamente dei due ospedali, dei fondi a disposizione e su dove costruirli.
LOCALIZZAZIONE E dove costruire gli ospedali è l’altro problema emerso in questi giorni visto che le aree sono state scelte da anni, ma la Regione le deve valutare. «Il dipartimento è al lavoro per capire se queste aree, proprio perché scelte da anni», spiega Verì, «hanno i requisiti per accogliere i nuovi ospedali in base alle ultime linee guida ministeriali». «Ma di certo terremo conto delle indicazioni date dai consigli comunali», assicura Campitelli. E in città il consiglio a giugno ha ribadito che il Renzetti deve sorgere nell’area dove c’è l’obitorio (e dove si può realizzare un accesso diretto sulla variante frentana), mentre i padiglioni che non verranno buttati a terra del vecchio presidio ospiteranno ad esempio il distretto sanitario. «Il progetto del Comune è noto», riprende Campitelli, «ora tocca alla Regione passare ai fatti, a reperire i fondi dopo anni di promesse, di milioni sbandierati ma non arrivati nelle casse abruzzesi. Servono due strutture qui e a Vasto, perché quelle attuali sono vecchie, e saranno realizzate». «Quelli di Avezzano Vasto e Lanciano» continua Verì, «sono i primi tre ospedali di cui chiederemo al ministero la messa in opera appena completiamo la rete ospedaliera».
FONDI Ci sono 229 milioni per i nuovi ospedali e addirittura un miliardo e 341 milioni in arrivo. «Abbiamo chiesto al ministero oltre miliardo di euro dei fondi europei del Recovery plan», annuncia Verì, «per ristrutturare tutti gli ospedali abruzzesi, compreso il Renzetti». Servirebbero circa 30 milioni di euro per l’ospedale di Lanciano: uno spreco pensando al nuovo presidio? «No», risponde secco D’Amario, «per fare il nuovo ospedale che dovrebbe costare circa 70 milioni di euro, occorrono almeno tre anni, quindi il vecchio ospedale deve lavorare e deve farlo in sicurezza». Con macchinari nuovi e personale.
ASSUNZIONI «La Regione ha già dato il via libera alle assunzioni», chiarisce D’Amario, «tocca alla Asl bandire i concorsi. Mancano infermieri, tecnici e primari». Una decina i primari mancanti a Lanciano e altri andranno in pensione nei prossimi mesi: servono i concorsi.