Vestiti e libri donati tornano in vendita per aiutare i poveri

Caritas inaugura la bottega e il laboratorio della solidarietà Locali gratis dal Comune, Pupillo: così rinasce il quartiere
LANCIANO. Jeans trasformati in borse, gonne e pantaloni che diventano abiti interi. E poi maglie colorate e vestiti anche i più piccoli che si possono comprare facendo una offerta. È la bottega della solidarietà, aperta dalla Caritas grazie ai fondi dell’8 per mille (50mila euro) nei locali in via De Frentani, concessi gratuitamente dal Comune. Un progetto che lega i concetti di riuso, solidarietà, dono e dignità poiché propone un nuovo stile di vita attraverso la rivalorizzazione dei beni, la riscoperta della cultura del risparmio, la rieducazione al consumo responsabile, la lotta allo spreco. «Abbiamo voluto inaugurare la bottega nel giorno di San Giuseppe» dice l’arcivescovo di Lanciano- Ortona Emidio Cipollone, «e confidiamo nella sua protezione perché ci preservi nel nome della dignità dell’uomo. Dopo l’emporio, la bottega è la seconda tessera del mosaico Caritas per aiutare i bisognosi, per evitare di cadere nella globalizzazione dell’indifferenza ed entrare invece nella logica della solidarietà. Qui gli oggetti trovano nuova vita nel rispetto dell’ambiente e dell’altro. Nella bottega rientrano nel circuito commerciale ed economico vestiti, oggetti vari, cancelleria, libri, invenduti o nuovi che, donati da commercianti, grossisti, privati, possono essere acquistati tramite un’offerta da tutti i cittadini. La Caritas, poi, utilizza l’offerta per altri progetti, come il sostegno alla stazione alimentare in via Finamore». «La bottega e il laboratorio hanno scopi solidali ma riqualificano anche il quartiere», dice il sindaco Mario Pupillo, «questi locali, infatti, erano vuoti e sono stati sistemati dalla Caritas, che il Comune aiuta anche con piccoli fondi». Che vanno alle 4.100 famiglie circa sostenute nella diocesi. «Oggi si parla di Pil positivo e di ripresa», dice don Franco D’Onofrio, delegato regionale Caritas, «invece in Caritas abbiamo sempre più poveri. La società che ha dimezzato fondi per sanità, istruzione, welfare è destinata a morire. Oggi la realtà è questa: se hai i soldi ti curi e studi, altrimenti no. La Caritas, la Chiesa, cercano di sopperire a queste carenze, di animare un territorio, uomini che si donano agli altri. Questa bottega deve essere un progetto pilota per altre Caritas». «Tutti possono venire ad “acquistare” i prodotti», spiega Luigi Cuonzo, responsabile Caritas diocesana, «facendo un’offerta. Non c’è fatturato, ma offriamo uno stile di vita volto al recupero, al riuso e alla vita. Le offerte, poi, diventano altri doni perché ci permettono di rifornire di cibo e prodotti igienici l’emporio dove, purtroppo, si servono 210 famiglie indigenti frentane. Famiglie che però, conservano la propria dignità perché nell’emporio non trovano il pacco, ma possono scegliere cosa acquistare. E la scelta dà dignità alla persona». I vestiti in mostra alla bottega nascono dalle mani sapienti di sarte che hanno un vero laboratorio aperto, pure questo ieri, da Caritas e Comune in via Dei Bastioni. Qui da jeans e gonne fuori moda hanno creato abitini interi smanicati, borse e zainetti. «Il laboratorio è una vera e propria officina artigianale», dice Cuonzo, «dove nascono i vestiti che poi arrivano in bottega, dove gli oggetti prendono forma. Tra qualche mese riusciremo anche ad aprilo a chi vuole imparare un mestiere, antico ma attuale». L’ultimo tassello di questo percorso solidale è l’apertura del chiostro della Divina Provvidenza a Lancianovecchia dove ci saranno spazi per l’assistenza medico-dentistica e il recupero scolastico. (t.d.r.)
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