«Vi racconto la lite scoppiata a Filippone»

4 Maggio 2015

Matteo De Luca ricostruisce la dinamica dei fatti e dice: nessuno dei tre ha messo piede nel mio bar

CHIETI. «La lite che ha messo sottosopra il quartiere è avvenuta per strada davanti al tabaccaio e non dentro al mio bar». Matteo De Luca, gestore del bar Filippone interviene per far capire meglio la dinamica dei fatti accaduti la mattina del 30 aprile scorso quando il quartiere si è trasformato quasi in un set di un film western. «Due persone hanno iniziato a litigare ad alta voce» ricorda De Luca «ma si trovavano all’incrocio di via San Camillo». E non come inizialmente era stato riferito dalla questura nel bar. L’episodio ha messo in allarme l’intero rione anche se le conseguenze per due protagonisti, fortunatamente, non sono state gravi. Ma la tragedia è stata realmente sfiorata a causa di una discussione, molto probabilmente la richiesta del pagamento di un debito di 40 euro. Lite conclusa con il ricovero di due persone in ospedale.

Protagonisti della vicenda, padre, figlio e una terza persona, un uomo di 51 anni. I tre stavano parlando tra loro in strada poi il tono delle voci si è alzato. Il 51enne, forse per paura o per troncare una discussione che stava degenerando, si è allontanato per raggiungere la sua vettura. A quel punto il padre del giovane, 57 anni di Chieti, lo ha inseguito e ha tentato di fermarlo aggrappandosi all’auto in corsa. L’autista, però, non si è fermato e ha trascinato l’uomo per diverse centinaia di metri. A quel punto è entrato in azione il figlio che lo ha seguito fin sotto casa e ha sferrato un calcio alla porta ferendosi un piede. Il padre, invece, ha riportato fratture agli arti inferiori. I tre sono stati denunciati per lesioni e minacce. Il 51enne anche per omissione di soccorso. (y.f.)