«Vi riconoscete nella violenza Qui non potete fare la storia»

14 Giugno 2016

LANCIANO. Si leva da più parti in città e fuori l’appello al rispetto della storia della Resistenza lancianese rivolto ai cittadini e allo stesso candidato a sindaco per il centrodestra, Errico D’Ami...

LANCIANO. Si leva da più parti in città e fuori l’appello al rispetto della storia della Resistenza lancianese rivolto ai cittadini e allo stesso candidato a sindaco per il centrodestra, Errico D’Amico. La ragione è sempre la stessa: la presenza del movimento Casapound tra le liste a sostegno del candidato.

Il vicepresidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, intervenuto a Guardiagrele, ha detto che «ci dovrebbe essere un limite entro il quale viene prima la difesa dello Stato, della Repubblica, della democrazia, principi che vengono minati da forze come Casapound, che sono fuori da questi valori figli della Resistenza e dell’antifascismo».

A Lanciano in 12 tra associazioni e operatori commerciali hanno firmato una nota congiunta: «Chiediamo che si rispetti soprattutto il volere dei lancianesi», scrivono Musica&Libri, le libreria D’Ovidio, Gulliver e Barbati, i gruppi musicali Ridens Record, Mom Blaster, Voina Hen, La Trita e le associazioni culturali Immagine Arte, Samizdat, La Locomotiva e L’Altritalia. «Un voto che non può essere irriso con compromessi da vecchia politica. Casapound non ha storia a Lanciano, non l’ha mai avuta e chiediamo che non ne abbia nel futuro della città. La critica che muoviamo al partito neofascista riguarda il tentativo di tradurre in una forma nuova, la sostanza dell’ideologia fascista e di riconoscersi in ”Casapound Italia” che ha fatto ricorso all’uso della violenza come strumento di affermazione politica. CasaPound Lanciano, attraverso la strumentalizzazione delle difficoltà dei cittadini, ha trasformato l’assistenza alle fasce deboli in consenso elettorale».

Una lettera aperta a D’Amico la scrive l’avvocato Domenico Russo: «Alle prime obiezioni mosse sul fatto che, con tale sorta di alleanza (la coalizione della Paolucci, ndc), ti candidi a governare una città distintasi nella lotta partigiana», scrive l’amico di vecchia data di D’Amico, «hai replicato: “Noi non strumentalizziamo né i morti, né gli eroi”. Giusto, non dovevi farlo, bastava solo che li rispettassi! E invece, con quei saluti romani alle tue spalle, profani il loro sacrificio! Se non era questa la tua intenzione, caro Errico, il fatto che non te ne sia accorto è ancora più grave. Con quale coerenza e onestà il cittadino-elettore deve aspettarsi che attui le promesse elettorali?», scrive indignato Russo. «Eri un candidato di razza, nelle intenzioni; con queste opportunistiche alleanze elettorali credo che tu abbia dimostrato di non avere il coraggio della tua libertà». (d.d.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA