Via ai lavori Aca: nuova condotta per evitare la crisi idrica in estate

31 Marzo 2022

In partenza l’intervento per costruire una tubatura da mezzo chilometro e azzerare le perdite Scavo lungo viale Abruzzo, da via Tirino fino allo stadio: «La manutenzione mai fatta per anni»

CHIETI. Avrebbero dovuto essere portati a termine già l’anno scorso ma, sebbene con ritardo, sembra stiano per iniziare gli attesi lavori per la rete idrica scalina che dovrebbero evitare un’altra estate a secco per le palazzine senza autoclave. La presidente Aca Giovanna Brandelli fa sapere che i lavori, già appaltati, partiranno a metà aprile. La durata è di tre mesi. Ciò vuol dire che almeno per agosto il nuovo collegamento idrico inizierà a immettere più acqua nella rete scalina, in modo che la pressione idrica non crolli ai piani alti delle palazzine senza autoclave che d’estate si ritrovano puntualmente a secco.
LAVORI DA 200MILA EURO Tecnicamente si tratta di un intervento di «efficientamento e distrettualizzazione della rete idrica teatina», attraverso la realizzazione di una nuova condotta di collegamento tra il serbatoio di via Modesto della Porta, a Madonna della Vittoria, e la zona di via Amiterno. Verrà dunque realizzata una condotta idrica del diametro di 250 millimetri che dalla rotatoria di Megalò, in via Tirino, proseguendo lungo viale Abruzzo, va a collegarsi all’anello idrico scalino che si trova nei pressi dello stadio Angelini. L’anello idrico di Chieti Scalo è una condotta idrica in acciaio, del diametro di 350 millimetri, che circoscrive perimetralmente il centro di Chieti Scalo. La condotta da costruire sarà lunga mezzo chilometro e verrà realizzata attraverso uno scavo lungo viale Abruzzo, dalla rotatoria di via Tirino allo stadio. I lavori da circa 200mila euro sono stati appaltati alla Life srl. Il contratto è stato stipulato il 14 febbraio scorso.
LA RETE IDRICA TEATINA Anche quest’anno, dall’indagine Istat pubblicata in occasione della Giornata dell’acqua, a Chieti va il primato delle perdite idriche. La rete acquedottistica è strutturata in due ambiti, distinti e separati, uno serve la parte alta e l’altro quella bassa. L’acqua immessa in rete arriva dall’acquedotto consorziale dl Giardino. La principale derivazione avviene in corrispondenza del serbatoio di Madonna della Vittoria. La portata immessa nell’acquedotto teatino è di circa 330 litri al secondo, che viene ripartita immettendo circa 170 litri al secondo nella rete a servizio di Chieti alta (mediante sollevamento verso il serbatoio della Civitella) e circa 160 litri al secondo per lo Scalo, tramite una condotta con funzionamento a gravità che si collega all’anello scalino.
I PROBLEMI ALLO SCALO Attualmente la zona di Chieti Scalo, che ha una quota altimetrica compresa tra 30 e 50 metri sul livello del mare, è alimentata da un’unica condotta del diametro di 350 millimetri che parte dal serbatoio della centrale di sollevamento di via Orsogna (a 90 metri sul livello del mare) e si collega all’anello scalino in corrispondenza dell’incrocio di via Colonnetta con via Bellini. L’anello, costituito da condotte in alcuni tratti anche più piccole di quelle da 350 millimetri di diametro, è intersecato da una dorsale longitudinale costituita da condotte più piccole. Nelle condizioni di massimo consumo orario, dicono gli studi dell’Aca, l’elevata richiesta e le perdite della rete fanno ridurre la pressione idrica. L’Aca, che è subentrata nella gestione a luglio 2017, si è trovata di fronte, si legge nei documenti dell’azienda, «una situazione fatiscente, con le reti obsolete e carenti di manutenzione. Il servizio idrico comunale per parecchi anni ha trascurato di eseguire i lavori di riparazione più importanti alle condotte, specialmente per quanto riguarda l’anello di Chieti Scalo che è un colabrodo».