Via cambia nome e numeri civici I residenti: nessuno ci ha avvisati

Battesimo per via Francesco Brasile, la strada che collega viale Cappuccini con via Martiri 6 ottobre Gli abitanti: anni fa raccogliemmo firme per il no. Il sindaco: delibera mai revocata, dovete adeguarvi
LANCIANO. Sulla carta “esiste” dal 2006, nei fatti è “nata” martedì via Francesco Brasile (poeta e scrittore) ma già solleva polemiche e proteste. I numerosi residenti infatti dei palazzi di questa via che collega viale Cappuccini e via Martiri 6 ottobre lamentano il mancato avviso e spiegazioni da parte del Comune e di dover cambiare tutti i documenti. Ma per il sindaco Filippo Paolini è la conseguenza del lavoro avviato sul riordino della toponomastica cittadina, richiesto a livello nazionale: «La delibera per il cambio denominazione c’è dal 2006, non è stata mai revocata ed è entrata in vigore. I cittadini saranno avvisati e per i documenti non ci sono problemi».
LE PROTESTE«Ci siamo ritrovati dall'oggi al domani con un nome nuovo della via, numeri civici posti persino sui garage, le stradine, le cabine elettriche, senza uno straccio di indicazione, di un avviso: non possiamo essere trattati così». Si alza la protesta delle famiglie che abitano nei palazzi lungo la strada di collegamento che per metà fa riferimento a viale Cappuccini e per la parte finale a via Martiri 6 ottobre che da martedì si chiama via Francesco Brasile con tanto di nuovi numeri civici, che fanno discutere più della via stessa. I numeri infatti sono apposti ovunque, anche sui garage «che di norma fanno parte del palazzo», fanno notare i residenti. «C’è confusione, noi ad esempio che da 50 anni siamo viale Cappuccini 229 A e B abbiamo tre numeri civici ad indicare lo stesso posto: il numero 1 al garage, il 3 e il 5 sui cancelli di ingresso al palazzo. Inoltre non hanno tolto il numero vecchio. Insomma 4 numeri per un palazzo». E c’è chi fa notare che il numero civico è stato posto anche alla stradina che porta al cortile del proprio palazzo e chi ha invece posto accanto al nuovo numero una fotocopia del vecchio indirizzo, «per evitare che postini e consegne si perdano». Ma a far infuriare tutti è il mancato avviso da parte del Comune. «Nessuna indicazione e dobbiamo pagarne le conseguenze cambiando tutti i documenti, un lavoro che porta via tempo e soldi». «Inoltre è una scelta che calpesta la nostra volontà», sottolineano altri. «Anni fa fu fatta una petizione quando il Comune decise di cambiare il nome alla via per opporci e il cambio non fu fatto. Ora invece a distanza di anni si procede di soppiatto?».
IL COMUNE«Nessun intento di danneggiare i cittadini ma è il lavoro avviato sulla toponomastica che diventa concreto», spiega il sindaco Filippo Paolini. «Dopo l’adeguamento alle regole di standardizzazione stabilite dall’Istat e dall’Agenzia delle entrate da alcuni mesi sono in corso i rilievi per la revisione dei numeri civici, delle vie. Via Brasile doveva nascere nel 2006, la delibera di “unificazione” della via non è stata mai revocata e ora che abbiamo avviato la revisione, abbiamo un ufficio e una commissione toponomastica che sottostà a regole nazionali, ci stiamo adeguando. E sarà un lavoro lungo e complesso». Per quanto riguarda i numeri Paolini precisa che sempre in base alla legge tutte le stradine, le vie che hanno accesso sulla strada principale devono avere un numero civico e che la comunicazione sta per arrivare. «Prima dovevamo porre i numeri e la via poi comunicare al cittadino che via è, tramite posta», precisa il sindaco. «Inoltre per quanto riguarda i documenti il Comune provvede d'ufficio alla comunicazione della variazione di indirizzo agli enti fornitori di pubblici servizi, cioè anagrafe, servizio elettorale, tributi, Inps, Asl, sono invece da comunicare le variazioni di indirizzo per rapporti privati ossia utenze, banca assicurazioni. E la carta d'identità si dovrà rifare solo alla scadenza naturale».

