Via ciclopedonale sull’ex ferrovia «La Regione e Tua sono ferme»

Il coordinamento di centrosinistra e gruppi civici torna all’attacco sul futuro dell’ex tracciato in città «Così Lanciano rischia di essere tagliata fuori dalla Via Verde e dal progetto del Treno per la valle»
LANCIANO. «Si proceda senza indugi a realizzare una pista ciclopedonale sull'ex tracciato ferroviario. Solo così Lanciano non sarà tagliata fuori dalla Via Verde e dal progetto del nuovo Treno per la valle». Dopo la mobilitazione per l'ospedale Renzetti, il coordinamento di centrosinistra e gruppi civici torna a farsi sentire su un'altra questione ritenuta cruciale per lo sviluppo della città: il futuro dell'ex tracciato Sangritana in centro. Con un emendamento al Documento unico di programmazione 2023/2025, che sarà in discussione nelle prossime settimane in consiglio comunale, i gruppi consiliari di opposizione - Pd, M5S, Sinistra italiana, Europa Verde, Azione, Progetto Lanciano, LancianoVale, LancianoXTutti, LancianoInComune, UnitiXLanciano - hanno proposto di inserire come obiettivo 1, alla missione 7 turismo: «Valorizzare l’ex tracciato ferroviario San Vito-Lanciano in collaborazione con Regione Abruzzo e Tua e prevederne un utilizzo ciclopedonale, al fine di ricongiungere “a pettine” l’attuale ex tracciato ferroviario alla pista ciclopedonale della Costa dei trabocchi e quindi alla Via Verde», che lo scorso maggio è stata il punto di partenza del Giro d'Italia.
«Chiediamo un impegno qualificante per città e territorio», afferma il coordinamento dei partiti di centrosinistra, M5S, Azione e gruppi civici, «di fronte a timidezze ed una contraddittoria politica del gambero, con qualche passo avanti in dichiarazioni e fatti contraddittori, di Regione Abruzzo e Tua sul punto. Se da una parte l’assessore regionale Nicola Campitelli ha ribadito la volontà di procedere in tal senso, senza però un cronoprogramma effettivo dopo 4 anni di giunta Marsilio e l’impegno formale inviato con lettera ai sindaci nel 2021, dall’altra nella vecchia stazione di piazza Dellarciprete nei giorni scorsi sono stati effettuati lavori per la sistemazione di nuove traversine ferroviarie. Per far cosa? Qual è il costo e la finalità di tale investimento da parte di Tua? L’amministrazione comunale è al corrente di questi lavori fatti senza una finalità chiara nel centro di Lanciano?», chiedono i gruppi consiliari di opposizione, che ribadiscono il “no” secco anche a qualsivoglia ipotesi di cessione del capitale sociale della Sangritana allo scopo di far cassa per Tua. «Già dal 2018 la giunta Pupillo ha chiesto alla Regione di trasformare in ciclovia l'ex tracciato ferroviario», ricorda il coordinamento, «ed il 7 agosto 2020, in una conferenza stampa nella Casa di conversazione, è stato presentato il progetto di una ciclovia sull'ex tracciato ferroviario San Vito-Castel Frentano. Proposta ripresentata a Tua nell'ambito del Pnrr da parte dei sindaci di San Vito, Rocca San Giovanni, Treglio, Lanciano e Castel Frentano. Con una lettera del 22 aprile 2021, inviata a tutti i sindaci e ai consiglieri comunali, l'assessore regionale Campitelli indicava costi, finanziamenti e procedure già attivate per la realizzazione di questa opera».
Nel luglio 2022 l’opposizione consiliare è tornata a chiedere la sistemazione in senso ciclopedonale dell’ex tratta ferroviaria, all’indomani della prima corsa prova del treno tra Archi e Villa Santa Maria. «Senza un investimento immediato sull’ex tracciato, infatti», sostiene il coordinamento, «Lanciano sarebbe tagliata fuori sia dalla mobilità lenta rappresentata dalla pista ciclopedonale dei trabocchi, sia dal progetto turistico ferroviario che, nonostante i problemi che si sarebbero manifestati di recente nella nuova corsa prova, dovrebbe fra qualche anno collegare Fossacesia a Villa Santa Maria e poi a Castel di Sangro».
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