Via Corsea chiusa alle auto «Stop alla Ztl in corso Roma»

2 Settembre 2018

LANCIANO. «Con via Corsea chiusa, il Comune dovrebbe sospendere la Zona a traffico limitato nel tratto finale di corso Roma, altrimenti restiamo braccati nel nostro quartiere». Sono alcuni residenti...

LANCIANO. «Con via Corsea chiusa, il Comune dovrebbe sospendere la Zona a traffico limitato nel tratto finale di corso Roma, altrimenti restiamo braccati nel nostro quartiere». Sono alcuni residenti del rione Civitanova a chiedere all’amministrazione comunale di modificare la viabilità vista la chiusura di via Corsea, per la voragine che si è aperta sotto la strada, per la rottura di un arco dell’antica cloaca del Malvò. «Tra corsovia Corsea e le chiusure della zona di piazza Garibaldi per le varie feste», dice G.L., un residente, «tra Sacca e Civitanova siamo bloccati in casa e per uscire siamo costretti fa fare giri incredibili. La viabilità va rivista, in particolare la Ztl a corso Roma».
E sono in molti a chiedere la sospensione della limitazione al traffico nel Borgo, almeno nel tratto finale di corso Roma. «Stiamo lavorando sulla viabilità», dice l’assessore al traffico Francesca Caporale, «e domani avremo una riunione in Comune per ridisegnare gli accessi nella zona del Borgo in seguito alla chiusura del Malvò. La priorità è l’incolumità dei cittadini». Modifiche alla viabilità nel centro storico diventano così necessarie perché la chiusura di via Corsea non sarà breve. La voragine è profonda circa 2 metri e si allunga per circa 8/9 metri in un cunicolo fatto in mattoni; per ora quindi, come accaduto al Corso, si dovranno fare degli scavi in alcuni punti lungo la voragine per capire i danni che ci sono e che sono stati forse amplificati dal nubifragio del 22 giugno scorso. Inoltre il Comune incaricherà domani un geologo per le ispezioni e per avere una relazione che indichi come intervenire. La certezza è che questa voragine, assieme a quella del Corso, agli avvallamenti in piazza D’Amico dove sono giunte le giostre, a Ferro di Cavallo e le frane continue non solo nelle 9 zone ad altissimo rischio idrogeologico, dimostrano la fragilità del sottosuolo di Lanciano scosso sì da alluvioni sempre più violente, in particolare dal 2003, ma anche dall’incuria, dalla necessità di avere condotte nuove, fognature che reggano e siano manutenute costantemente, visto che hanno più di 100 anni di vita. (t.d.r.)
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