Via Istonia diventa a senso unico per la frana

27 Novembre 2021

Sopralluogo del Genio civile. L’assessore d’Elisa: «È zona rossa a elevato rischio idrogeologico» 

VASTO. La chiusura a senso unico del tratto di strada interessato allo smottamento e un successivo intervento per mettere in sicurezza la scarpata. Sono le soluzioni individuate ieri mattina dopo il sopralluogo del geologo inviato dal Genio civile lungo via Istonia, la strada che collega il centro della città con Vasto Marina. Il tratto di arteria interessato allo scivolamento del terreno – circa 60 metri – è stato transennato con del nastro bianco e rosso. Al sopralluogo hanno partecipato l’assessore ai servizi manutentivi, Alessandro d’Elisa e il geometra Italo Pomponio della protezione civile comunale.
«Abbiamo preso atto dello stato dei luoghi e ora stiamo valutando nell’immediato la chiusura a senso unico della strada, in attesa di un successivo intervento che ci verrà indicato dalle autorità preposte», spiega l’assessore, «lo smottamento, che è stato lieve ma che potrebbe aggravarsi in seguito ad altre piogge, è avvenuto in zona rossa, cioè ad elevato dissesto idrogeologico».
Insomma bisogna correre ai ripari. Il senso unico di marcia non dovrebbe creare grossi disagi agli automobilisti che potranno raggiungere Vasto Marina da via Roma e da via Crispi, ma non da piazza Verdi. Certo è che le piogge di questi giorni, anche se non particolarmente copiose, hanno messo a dura prova un territorio notoriamente fragile, che secondo le associazioni cittadine avrebbe bisogno di infrastrutture verdi per contenere le acque piovane. Ne è convinto il Forum civico ecologista. «Quello di Vasto è un territorio che necessita di un’attenta politica di salvaguardia», spiega il referente del sodalizio, Nicholas Tomeo, «le attività antropiche lo hanno reso ancor più fragile e le piogge dei giorni scorsi, normali per un periodo come questo, hanno messo in luce ancora una volta la delicatezza di questo territorio. È bastata poca acqua a cagionare uno smottamento, ad allagare la Marina e a rendere le strade impraticabili per via del consistente flusso d’acqua piovana che non trovava vie di fuga. Il consumo e il degrado del suolo causato da retrograde politiche urbanistiche e ambientali scaturite da uno sciagurato piano regolatore, di cui ancora oggi paghiamo le conseguenze e che necessita di una consistente revisione, impongono una netta presa di posizione che vada nella direzione del cemento zero. Bene dunque le proposte dell’assessore D’Elisa», prosegue il referente del Forum, «ma contemporaneamente bisogna investire sulle infrastrutture verdi urbane e su quelle che l’Unione europea chiama “Nature-Based solutions”, ossia politiche territoriali che rendano le città ambientalmente, socialmente ed economicamente sostenibili e resilienti: sono azioni che devono necessariamente andare di pari passo. Le possibilità ci sono, basta solo saperle cogliere», conclude Tomeo.
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