Via Picena, due case danneggiate Dieci famiglie possono rientrare

12 Aprile 2023

Firmata la nuova ordinanza: la maggior parte degli inquilini del condominio ritrova la normalità Il sindaco Ferrara: «Gettata molta acqua, adesso preoccupano le condizioni degli impianti elettrici»

CHIETI. Rientra a casa la maggior parte degli inquilini del condominio di via Picena andato a fuoco nella notte tra il 24 e il 25 marzo scorso. Una nuova ordinanza del sindaco Diego Ferrara ha permesso il rientro in 10 dei 12 appartamenti interdetti dall’ordinanza comunale del 30 marzo scorso.
Il condominio Miravalle, palazzo di sette piani al civico 71 di via Picena, sta dunque per ritrovare la sua normalità dopo l’incendio in piena notte che ha costretto 26 inquilini a dover abbandonare le loro abitazioni. L’amministrazione comunale aveva assicurato di voler fare di tutto perché i condomini sloggiati nottetempo potessero tornare il più presto possibile nelle loro abitazioni. Ci sono volute due settimane, ma al momento il grosso dei residenti è potuto rientrare a casa. In particolare, in otto appartamenti gli inquilini sono potuti tornare a casa senza problemi, in altri due sono state emesse invece prescrizioni, mentre solo gli ultimi due appartamenti sono stati dichiarati ancora inaccessibili. «Ma ritengo che lo resteranno ancora per poco», dice il sindaco Ferrara, «quello che maggiormente desta preoccupazione sono le condizioni degli impianti elettrici a causa del fatto che è stata gettata molta acqua per spegnere il fuoco».
Dopo l’ordinanza comunale numero 114, che lo scorso 30 marzo ha chiuso le porte dei 12 appartamenti, costringendo le famiglie a trovare sistemazioni di fortuna in alberghi oppure da amici e parenti, la nuova ordinanza ha recepito la relazione firmata da Adriano Canonico, ingegnere iscritto all'ordine teatino. «Alla luce dei sopralluoghi effettuati», scrive nella relazione l’ingegnere, «delle note pervenute dalla Ds Elettroimpianti srl e dalla ditta manutentrice dell’ascensore Hecoit, si ritiene di poter consentire il rientro dei proprietari e residenti nelle rispettive unità immobiliari, con alcune eccezioni e prescrizioni». Le eccezioni riguardano l’appartamento al quinto piano in cui è scoppiato l’incendio e quello che si trova esattamente al piano di sotto. L’abitazione da dove sono partite le fiamme, prima di poter essere riaperta deve essere messa in sicurezza e bisogna completare la pulizia dai residui dell’incendio. Mentre per l’appartamento che si trova esattamente sotto a quello incendiato il problema è dovuto al fatto che sono state rilevate estese macchie, in diverse stanze, causate dalla notevole quantità d’acqua utilizzata per domare l’incendio. Ci sono poi altri due appartamenti in cui gli inquilini sono potuti rientrare, ma a condizione che venissero portate a termine le prescrizioni ordinate dall’ingegnere Canonico. Le prescrizioni consistono in un caso in prove non distruttive su un pilastro presente all’interno dell’appartamento e in un altro caso nella necessità di mettere un pannello fisso nella stanza che si trova sopra il locale interessato dall’incendio.