Via Santa Maria chiusa alle auto: è protesta

Timori per la volta delle fogne che si è abbassata sotto le case. I negozianti: i clienti vedono le transenne e scappano via
VASTO . Resterà transennata per tutto il weekend via Santa Maria per motivi di sicurezza. Domani al termine di un nuovo sondaggio saranno prese le decisioni per i prossimi giorni. In ogni caso il Comune non prevede scavi e lavori di risanamento fino alla fine del mese. «Il provvedimento di interdizione di via Santa Maria e vicoli vicini è stato preso in via precauzionale», dice l’assessore Gino Marcello. «Non c’è nessun pericolo di crollo».
Il cuore malato della città. L’abbassamento della volta delle fogne sottostanti il manto stradale ha indotto l’amministrazione a decidere in via cautelativa di interdire il transito dei veicoli e dei mezzi pesanti in via Santa Maria, ma anche via delle Cisterne e Piazza del Tomolo. Il rischio è il cedimento del manto stradale. Il sopralluogo compiuto ieri mattina dagli esperti ha escluso crolli. «La situazione è sotto controllo. Per evitare disagi a residenti, turisti e commercianti nel periodo di Ferragosto, l’amministrazione ha deciso di rinviare gli scavi a fine mese. Al momento sappiamo che si è verificato il cedimento di una condotta sotterranea. La condotta è stata riparata. Dopo la riparazione i tecnici del settore lavori pubblici del Comune hanno suggerito la chiusura al traffico in attesa di redigere un piano d’intervento. Se in queste ore non saranno notati altri cedimenti le transenne saranno sostituite da fioriere e i residenti verranno autorizzati a transitare con le auto private. I mezzi pesanti, però, non potranno passare nella zona», ha concluso l’assessore Marcello. Se per i residenti si tratta di un fastidioso imprevisto, per i negozianti la chiusura della zona si traduce nel crollo delle vendite. «La gente vede le transenne e si allontana», protestano i negozianti.
Il fenomeno frane. Ad agosto 2016 una voragine si aprì in via Madonna dell’Asilo, nel 2013 e nel 2011 cedette via Del Porto. Un muro di Palazzo D’Avalos si sciolse come burro qualche anno fa. La delicata situazione morfologica della città, devastata da una frana che nel 1956 ingoiò un intero quartiere., è da tempo oggetto di segnalazioni e richieste di intervento da parte di residenti ed esperti. L’ultimo Sos sul pericolo crolli riguarda il parco archeologico sotto il Belvedere Adriatico ed è arrivata da Marco Di Michele Marisi (Giovani in movimento). Ma sono in molti a ritenere che l’alternarsi di nubifragi a giorni di caldo torrido rendano il rischio più grande. Bastano pochi rivoli d’acqua per provocare lo smottamento di una buona quantità di terreno. La fragilità morfologica del centro e del costone orientale rappresenta un pericolo per i residenti, per la Porticus romana e per gli altri siti d’interesse archeologico lungo la via Adriatica.
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